Eurosport - gio, 25 ott 18:55:00 2007
I due gol decisivi contro l'Olympiacos fanno volare le azioni del brasiliano che si fa perdonare così la notte brava in compagnia di Ronaldinho, Vagner Love e Baptista dopo il successo del Brasile sull'Ecuador la settimana scorsa
Prima escluso dalla lista dei convocati per la sfida di campionato contro l'Espanyol, poi fischiato dal Bernabeu in occasione di troppi dribbling inconcludenti nel corso del match di Champions League contro l'Olympiacos: sembrava non finire mai la settimana maledetta di Robinho che però, negli ultimi 20 minuti della partita contro i greci, ha preso per mano il proprio destino riguadagnando gli applausi dei tifosi e le prime pagine dei giornali, questa volta per merito di due gol belli e importanti.
Un colpo di testa su cross di Sergio Ramos al 68' e una puntata sul tocco di Van Nistelrooy all'83' hanno trasformato la notte europea del Real da un incubo a un sogno. Le magie di Robinho hanno girato la partita togliendo le castagne dal fuoco a Schuster, incapace fino a quel momento di trovare la mossa giusta per scardinare la difesa greca anche in superiorità numerica. Il 4-2 finale del giovane Balboa è uno specchietto per le allodole perché in realtà le Merengues hanno sofferto e sono state salvate proprio da Robinho.
"Non devo chiedere scusa per essere uscito la sera dopo la vittoria del Brasile - ha dichiarato oggi il numero 10 del Real - In nazionale funziona così: se si perde si va a casa e se si vince si può fare come si vuole. Chiedo scusa, però, per aver fatto tardi quella sera: ho mancato di rispetto nei confronti del club. Ne ho parlato con il mister e spero non accada più".
Inutile negare che Robinho si trova ugualmente a suo agio sul prato del Bernabeu e nei night club di Rio, ma il 23enne brasiliano non ha dubbi: "E' stata una settimana difficile che è finita nel migliore dei modi. Molte delle cose che sono state dette non erano vere, ma io le mie risposte le do sul campo". Nikopolidis e l'Olympiacos, sfortunatamente per loro, hanno recepito il segnale forte e chiaro: Robinho è tornato!
Luca Stacul / Eurosport