Eurosport - gio, 25 ott 20:03:00 2007
Saltata la testa di Markovski, ora toccherà a Caja traghettare l'Armani Jeans Milano verso lidi indefiniti. Ma Re Giorgio è furioso
"Sono molto arrabbiato per come è iniziata questa stagione. In estate mi erano state promesse delle cose, ma non vedo nulla di tutto ciò". Giorgio Armani è arrabbiato, molto arrabbiato, e tira fuori gli artigli. E ne ha tutti i motivi, perché il nome sulle canotte di Milano è il suo, come suoi sono i bigliettoni che ha messo sul tavolo questa primavera per prolungare di altri tre anni la sponsorizzazione con la società di Via Caltanissetta.
Il crack della società milanese è arrivato; un crack che era nell'aria, non da giorni, ma da anni. Il malessere della tifoseria nei confronti della gestione Corbelli-Natali ha radici ormai storiche. Così come il malessere interno alla società, con tutti gli strascichi che hanno spaccato gli spogliatoi e bruciato allenatori e giocatori nelle ultime annate.
Il penultimo è stato Sasha Djordjevic, messo in croce in estate perché "troppo inesperto" per le grandi piazze: si cercava un nome importante, e lo si era quasi trovato in Scariolo. Ma l'ex-coach Fortitudo aveva chiesto cose ben chiare: "Djordjevic direttore sportivo e assoluta libertà di scelta dei giocatori". La società ha risposto picche, e non se n'è fatto nulla. Al suo posto Milano si è rivolta a Markovski, una mossa quasi casuale più che una scelta ponderata.
Poi sono arrivati i giocatori: Gaines, Sesay, Gadson, Vuckevic. È venuta fuori una squadra senza capo né coda. La panchina del coach macedone ci ha messo pochissimo per saltare: 6 giornate, chiuse con una sola vittoria. Poche ore prima, il gm Natali aveva abbandonato il suo posto. Corbelli si era unito alla carovana, mettendo in vendita la sua quota di partecipazione alla società.
E agli artigli di Armani si sono uniti ora quelli di coach Attilio "Artiglio" Caja, cavallo di ritorno sulla piazza biancorossa, ma cavallo bolso, che va a unirsi a un altro ex richiamato con il naso tappato, Dusan Vuckevic, tanto richiesto da Markovski quanto poco apprezzato dalla tifoseria. Caja è già stato timoniere dell'Armani, fino a quando Carmenati lo sostituì a metà stagione 2003-04 dopo un inizio tutt'altro che esaltante. Ma "Artiglio", protetto di Corbelli, sembra più una soluzione di passaggio, tanto che lo stesso Corbelli ha affermato che "Caja rimarrà a Milano almeno fin quando io sarò ancora presidente"?
E dopo? Se c'è qualcosa che è mancata in questi ultimi anni a Milano è stata proprio la continuità (di quelli che sono arrivati alla Finale del 2005 non è rimasto più nessuno...), ma, agendo in questo modo, si rischia di non trovare ancora soluzioni.
Daniele Fantini / Eurosport