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Il Brescia torna a volare sulle ali dell'Airone

dom, 25 ott 14:48:00 2009

Minuto 51', il sesto della seconda frazione di gioco. La lavagna del quarto uomo segnala un doppio cambio ordinato da Iachini: è arrivato il momento dell'esordio di Fabrizio Paghera, diciasettenne bresciano doc, e di Andrea Caracciolo, il grande escluso. E dal minuto 51, inizia un altro match. Inizia la vera rinascita del Brescia, che tutti attendevamo con speranza e timore, ma con il solo timore che la faceva da padrone nei primi 50', in quella che sembrava la continuazione eterna e masochistica delle ultime gare.

 

Psicofarmaci. Stavolta il gol avversario iniziale (Ruopolo) non è arrivato nei primissimi giri di lancette, ma pur sempre nel primo quarto di partita (si era al 24'), accompagnato dalla consueta ammonizione (26') per Mareco (per l'occasione  capitano, vista l'assenza forzata del Possa), in un preoccupante ripetersi e riproporsi di fatti negativi che sembrano ormai un marchio a fuoco sulla pelle sottostante la V bianca. Vero è che, questa volta, anche grazie alle 'minacce' durante la settimana del mister marchigiano, non è subentrato quello stato depressivo letale che ultimamente non ci aveva dato scampo; ci ha aiutato, più degli psicofarmaci, riagguantare quasi subito il pari (30'), anche se il gol è frutto di una deviazione sporca di Kozak con Baiocco a ribadire nei pressi della linea, più che di un gioco fin lì davvero poco convincente o di rare, per non dire assenti, occasioni da rete.

 

L'altra faccia della medaglia. Ma il minuto 51', ha segnato anche un cambio tattico importante, visto che, per la prima volta, allenamenti compresi, Iachini ha abbandonato per un po' l'amato 4-3-3, proponendo un 4-4-2 atipico, che si trasformava in un 3-4-3 in fase d'attacco finale. L'entrata del baby di Roncadelle, portava i giusti equilibri e le semplici quanto rapide ed equilibrate geometrie, con Baiocco di fianco che, in fase di possesso, guadagnava qualche metro. A destra, snodo cruciale, Rispoli giostrava quarto di centrocampo, con più metri a disposizione per innescare il turbo e con Zambelli pronto alla sinergia quando la squadra 'pendeva' volutamente a sinistra con Kozak e Caracciolo che si spostavano sulla mancina per creare gli spazi dalla parte opposta per le avanzate spacca-Albino della coppia. Dallamano non saliva mai, avendo consegne chiare di copertura dal mister che puntava tutta la maggior parte dell'offesa sull'altra fascia.

 

Coraggio ed equilibrio. Ed ecco spuntare, come per incanto, il bel gioco e la velocità, finalizzati dalla tripletta (65', 67'e 86') di un finalmente ispirato Airone, al quale pare che il tempo passato in panca abbia 'leggermente' giovato. Il rigore procurato e realizzato, la bella girata di destro e il piattone sottomisura, dicono che, se in giornata, non si può prescindere da Andrea. Come, se il coraggio al tecnico biancoblù non manca, non si può prescindere, con le giuste dosi, dal grintoso ordine di Paghera. Finisce così con il 'Mondo' a martellarsi i maroni in piena autocritica per aver creato gli spazi che servivano ai nostri, inserendo la seconda punta per inseguire quel volo pindarico che l'ha fatto precipitare e con Beppe Iachini a godersi finalmente i primi tre punti da bresciano, con quel bel risultato tondo che piace tanto a lui. E non soltanto a lui.

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Commenti 1 - 1 di 1

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  1. Articolo troppo lungo, che noia

    Da Gianduia, il dom 25 ott 14:10
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