Eurosport - sab, 26 gen 12:32:00 2008
Maria Sharapova è stata incoronata regina di Melbourne, ma Ana Ivanovic, sconfitta in finale, ha conquistato i cuori dei tifosi australiani
Maria Sharapova conquista l'Australian Open per la prima volta in carriera, dopo il tentativo andato male lo scorso anno, quando venne superata da Serena Williams. La Rod Laver Arena ha applaudito la sua nuova campionessa, che si è imposta su Ana Ivanovic 7-5 6-3, eppure è stata la 20enne tennista serba a raccogliere i maggiori consensi tra gli appassionati. Numerosi i cartelli e gli striscioni che inneggiavano alla bella giocatrice di Belgrado: "L'Australia ama Ana" e "Magnifica Ana", oltre a un "Maria, per favore silenzio" a dimostrazione che le grida in campo della siberiana non piacciono proprio a tutti.
La finale dell'Australian Open tra Maria Sharapova e Ana Ivanovic è stata l'occasione per vedere all'opera due tra le migliori tenniste del circuito, ma anche per assistere a uno scontro tra bellezze. Sotto l'aspetto sportivo, la russa ha vinto la sfida, mentre dal lato estetico, beh, il giudizio è come sempre in questi casi soggettivo. Sta di fatto che nella classifica delle preferenze la mora Ana ha battuto la bionda Sharapova, ma siccome in quanto a fascino la russa non è proprio l'ultima arrivata, viene il sospetto che far pendere la bilancia a favore della Ivanovic abbia contribuito soprattutto la sua immagine: ha un'aria meno altezzosa, è più disponibile e sorridente della siberiana, che, diciamoci la verità, non è mai stata un mostro di simpatia.
O sarà forse che il pubblico si è ricordato delle parentele australiane della Ivanovic? Lo zio, in effetti, risiede a Mentone, un sobborgo di Melbourne. Un po' poco come legame, eppure i fans sembrano già averla adottata come una di loro.
La Ivanovic contraccambia il sentimento: "Ogni Slam è speciale, ma io ho parenti in Australia, e qui mi sento sempre a mio agio. Quando gioco di fronte al pubblico australiano, è come se giocassi in casa. E' questo che fa la differenza rispetto agli altri tornei dello Slam". E sulla finale persa, commenta con sportività: "Ho sempre da imparare da esperienze di questo tipo, mentre lei è più abituata di me a giocare match come questi. Sono un po' delusa per come ho giocato in particolare con il diritto, ho commesso qualche errore nei momenti importanti, ma lei è stata molto brava e ha disputato un grande torneo". Inevitabile, poi, fare un confronto con la sua prima finale, al Roland Garros lo scorso anno, dove a negarle il titolo fu la belga Justine Henin: "Oggi è andata meglio: ho fatto più giochi!".
ADL / Eurosport