L’Asia e` stato il primo continente a concludere le qualificazioni per i Giochi di Pechino nel pugilato. Dopo i mondiali di Chicago dove aveva raccolto 24 pass con 11 nazioni, nei due tornei successivi, ha completato il bonus di 62 complessivi. In entrambi si assegnavano 19 ticket. Nel primo a Bangkok (Thailandia) si erano aggiunte Corea del Sud e Tajikistan, idem a Astana (Kazakistan) con Turckmenistan e Kirghizistan portando il numero definitivo a 15 paesi presenti per il continente che ospita le olimpiadi. Ad Astana la parte del leone l’hanno fatta i padroni di casa raddoppiando il bilancio, da cinque a dieci promossi. Unico vuoto nei massimi, dove sono state premiate Cina (Yushan) e Iran, con Ali` Mazaheri che ha confermato la superiorita` gia` espressa ai Giochi Asiatici nel 2006. Fuori all’esordio mondiale contro Gajovic anziano montenegrino, regolato dal nostro Russo nei quarti, come fece col cinese in semifinale. Ad Astana hanno fatto il pieno. L’aria di casa, contrariamente agli italiani a Roseto, e` stata un vero toccasana. Tra l’altro hanno staccato l’importante pass nei supermassimi con Ruslan Myrsatayev che aveva sostituito il meno esperto Rygebayev, bocciato dal cinese ai mondiali.
In questa categoria il tenace usbeko Rustam Saidov, bronzo a Sydney nel 2000, idem ai mondiali del 2003, che aveva debuttato a livello internazionale agli iridati nel 2001 a Belfast (Irlanda del Nord) come massimo, superato dal cubano Solis 29-13, presente ad Atene bocciato dall’altro cubano Lopez (18-13), ha dato l’addio alle posizioni di vertice, superato dal siriano Somar 9-6 dopo aver tentato invano di arrivare almeno in finale. L’ultimo squillo vincente di Saidov agli asiatici di Doha nel 2006, dove si era imposto sull’eterno rivale kazako Dildabekov, stavolta neppure selezionato. Chi invece l’ha spuntata sia pure in zona Cesarini e` stato il mediomassimo iraniano Mehdi Ghorbani, apparso all’orizzonte nel 2005, in luce nel 2006, dopo aver fallito a Chicago e a Bangkok, ha trovato la carta vincente in Kazakistan, assieme all’indiano Kumar Dinesh gia` presente ad Atene. Non molti i confermati del 2004, nell’ultima tornata. Tra questi il minimosca Dostiyev (Tajikistan), sfortunato in USA, battuto al barrage (4-4) dal filippino Tanamor, genio e sregolatezza, che aveva regolato il giovane USA Yanez, idem a Bangkok, fermato di misura (12-8) dal kazako Zhakypov, una delle punte, ad Astana e` andato avanti senza problemi. Alcuni hanno fatto il salto di categoria, come i due titolati kazaki Eleyov Sapiyev (bronzo) dai leggeri ai 64 kg e Artayev (oro) passato nei medi.
L’indiano Singh Mahipal Vijender, superleggero ad Atene (eliminato dal turco Karagolu 25-20), si presentato addirittura da medio. Out a Chicago dove ha incrociato subito il venezolano Blanco la sorpresa del torneo, giunto secondo, a Bangkok trovava disco rosso nel coreano Deok-Jn Cho (17-9) nei quarti. Meglio ad Astana con vittoria finale, a spese dello stesso Cho (16-3) capovolgendo il verdetto nel giro di un mese. La Cina che nel 2004 era presente con 6 pugili, voleva fare il pieno. Purtroppo l’ultima casella (51 kg.) e` rimasta vuota. L’indiano Kumar Jitender ha bloccato il battagliero Linzhi Gao (11-7) dando un dispiacere agli ospitanti dei Giochi. In rapporto ad Atene, sono rimaste fuori Afganistan e Irak, che avevano ottenuto il pass dal CIO. Grande deluso il Pakistan, cinque nel 2004, che ha provato in tutti i modi a mettere almeno un pugile, senza successo. Fuori pure l’Indonesia e la Siria, peggiorano Korea del Nord, da 2 a 1 e quella del Sud da 7 a 5, le Filippine da 4 a 1 e l’Uzbekistan da 9 a 7. Rientra il Giappone (2) e anche lo Sri Lanka (1), si rafforzano Thailandia (8) e Kazakistan (10), Mongolia (4), Tajikistan (3) e Iran (3) si mantiene l’India (4). In tutto sono 15 le nazioni presenti per l’Asia, contro un quorum di 25.
Ad Astana erano presenti 23 nazioni con 105 pugili, contro le 26 di Bangkok e 139 atleti. Il movimento e` comunque discreto, in particolare l’India e la Mongolia hanno presentato i giovani interessanti, ma anche Uzbekistan e Kazakistan hanno cambiato discretamente. In fase di stallo Korea del Sud e Giappone. In netto calo la Korea del Nord, visto che l’unico promosso e` il leggero Song Guk Kim, battuto dal nostro Valentino a Chicago, argento nei piuma ad Atene, non certo una novita`. Indubbio riscontare che le crisi politiche e sociali di molti paesi rispecchiano il calo di rendimento nello sport.
Questi i 19 promossi di Astana. 48 kg.: Serdamba (Mgl) e Dostiyev (Tjk); 51: Sarsembayev (Kaz), Doniyarov (Uzb) e Jitender (Ind); 54: Abudalipov (Kaz), Todjiabayev (Uzb) e Soon-Chul (Kor); 57: Ehkhzorig (Mgl) e Jafarov (Kaz); 60: Akshalov (Kaz) e Talasbayev (Kgz); 64: Munkh-Erden (Mgl); 69: Bashirov (TKM); 75: Vijender (Ind) e Chol (Kor), 81: Ghorbani (Iri) e Dinesh (Ind); + 91: Myrsatayev (Kaz).
Concluso il ciclo asiatico, e` in pieno svolgimento il secondo e ultimo torneo africano a Windhoek nella struttura dell’Universita` cittadina, in Namibia, che si concludera` sabato 29 marzo. In questo appuntamento le nazioni del Continente nero hanno raccolto l’invito del segretario generale del NSBF Joe Kapern, preoccupato dalla scarsa partecipazione ad Algeri (21 nazioni e 96 atleti). In Namibia i numeri sono decisamente incoraggianti: 31 paesi e 148 partecipanti. Dopo il misero raccolto a Chicago (2 pass), al vaglio di Algeri, i 29 promossi avevano confermato il dominio di Algeria (8), Marocco (7), Tunisia (5), seguita dall’Egitto (3) e Ghana (2), mentre Botswana, Camerun, Etiopia, Kenya, Namibia e Zambia erano ferme a quota 1. Nell’ultima prova, le nazioni del Nordafrica sicuramente incrementeranno il bottino, Algeria e Marocco puntano all’en-plein. Con la speranza che alle 12 presenti, si aggiungano altri paesi. Ad Atene erano 18 le nazioni africane per un totale di 60 posti a disposizione, come a Pechino.
di Giuliano Orlando
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