Nella notte tra giovedi` e venerdi`, Cory Spinks (36+ 4-) combatte allo Scottrade Center di Saint Luis nel Missouri. A pochi isolati dal giardino di casa o quasi, mette in palio la corona IBF dei medi jr. contro uno sfidante volontario che ha gettato al vento il certificato di nascita. Parliamo di Verno Phillips (41+ 10- 1=), 39 anni a novembre, nato nel Belize in Africa, statunitense da sempre.
Una milizia lunga vent’anni, connotata da 53 incontri e la vocazione a non arrendersi mai. Tra il ’90 e il ’92 lungo soggiorno in Argentina, positivo e produttivo. Nel ’93, il primo titolo iridato nei medi jr. battendo il battagliero Lupe Aquino a Phoenix in Arizona. Difende bene l’alloro per quattro volte, compresa quella contro Gianfranco Rosi a Perugia nel ’95, sconfitta tramutata in ‘non contest’ per un riscontro doping dell’italiano che non accetto` mai e del quale venne assolto, ma ormai era troppo tardi. Nel frattempo lo avevano superato prima Paul Jones e poi il civitavecchiese Silvio Branco che manteneva il titolo WBU medi. Con Rosi si ritrovo` due stagioni dopo (WBU medi jr.) e stavolta la vittoria di Verno non fu per niente chiara e sapeva di favore locale. Ma l’americano aveva ancora molto da dire. Lo fece intendere, mettendo nel suo carnet successi su Godfrey Nyakana e Julian Jackson dal pugno tremendo. Infaticabile e sempre attivo, anche se passano gli anni, non perde il vezzo dei titoli. L’ultimo e` quello IBF medi jr. che conquista a spese di Carlos Bojorquez (22+ 4-6=) nel giugno 2004. Perduto subito contro il namibiano Kassin Ouma, la sua bestia nera (due confronti e due sconfitte). Riduce l’attivita`, un solo match nel 2005 battuto da Ike Quartey, di strettissima misura, due l’anno dopo e uno nel 2007.
Cory Spinks, il mancino campione, figlio e nipote d’arte, papa` Leon e zio Michael, e` reduce da una sconfitta che ha il profumo della vittoria, o quasi. Il 19 maggio scorso, al FedEx Forum di Memphis nell’incursione per molti assai rischiosa, nel regno dei medi, ha sostenuto 12 round quasi alla pari con Jermain Taylor che metteva in palio la cinture WBC e WBO (prima di lasciarle al “polacco” Kelly Pavlik). Match non molto spettacolare, ma emblematico nel confermare quanto sia difficile decifrare la scherma di Cory, indigesto per chiunque, con una postura atipica, busto piegato e colpi che percorrono traiettorie anomale ma arrivano al bersaglio giusto.
Chi ha discreta memoria ricordera` come il nostro Michele Piccirillo nel 2002 a Campione d’Italia fatico` l’inimmaginabile per riuscire a incamerare qualche punto in piu` e conquistare l’allora vacante cintura welter IBF. Un verdetto variamente commentato, una parte d’accordo e altri contrari, come spesso accade quando il divario e` minimo. Sulla rivincita o riperdita, la situazione era troppo sfavorevole all’italiano che sali` sul ring vuoto, incapace di tenere il ritmo e quindi arresosi senza troppo combattere, col solo orgoglio di vincere l’ultimo round, dopo averne lasciati troppi al piu` pimpante americano. Che torno` a casa col titolo e un bel gruzzolo di euro.
Da quel momento il ragazzo di St. Louis ha sempre dialogato a livello mondiale. Il 13 dicembre 2003 riusci` a domare il rissoso Ricardo Mayorga, il macho del Nicaragua, che a forza di voler dimostrare d’essere un duro, spesso si trasforma in pollo. Sia pure a fatica, Cory gli sfilo` i titoli WBC e WBO diventando triplo campione assoluto.
Nel 2005 il tuffo imprevisto, contro Zab Judah, l’odiato rivale che aveva gia` battuto l’anno prima. Purtroppo nella boxe le sorprese sono sempre in agguato e il 5 febbraio davanti ai sostenitori il baldo Cory finisce stordito al nono round, battuto per la prima volta prima del limite. Una botta pesante, che richiede un anno di riflessione e il riscatto a spese del russo di provato valore Roman Karmazin, che a sorpresa cede la cintura IBF medi jr. Che ha difeso contro un altro veterano come Rodney Jones, classe 1968, anche lui mancino, dominato alla grande sia pure ai punti. L’ultima fatica e` quella gia` accennata contro Taylor.
L’impegno odierno e` da uno fisso. Phillips e` troppo vecchio per ambire a vincere, anche se ci provera` perche` la sua natura di combattente non gli consente di rassegnarsi. Per Spinks un test in previsione di altre sfide piu` rischiose, compresa quella contro Pavlik, anche se tutta da disegnare. Per ora gli basta mantenere lo scettro IBF che assicura un buon reddito. Svolto bene il compito, avra` modo di pensare al futuro. Visto che ha solo 30 anni, eta` verde, per un pugile al vertice.
di Giuliano Orlando
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