La Cina gioca in casa ed e` pronta a fare l’en plein nella specialita` in cui da decenni domina incontrastata. Ma il Presidente della Fitet Francesco Sciannimanico, in carica dal 2004, non si rassegna allo strapotere del Sol Levante e insieme alle altre federazioni europee cerca soluzioni per contrastarla. Nel pieno della bufera boicottaggio il Presidente, in un’intervista esclusiva a Datasport , guarda alla XXIX Olimpiade con fiducia, convinto che l’Italia superera` le qualificazioni, in programma dal 2 al 6 aprile a Nantes.
Presidente, il predominio cinese e coreano alle Olimpiadi e` schiacciante: nelle quattro precedenti edizioni solo sette medaglie su 64 arrivano dal Vecchio Continente. Quest’anno le cose cambieranno?
“Spero di dirle si. L`Italia deve ancora qualificarsi ma non dobbiamo farci troppe illusioni non solo noi ma tutta l’Europa. Nell’ultimo congresso in Cina ci siamo visti con tutte le federazioni europee e abbiamo deciso di trovare insieme soluzioni alternative per contrastare questo fenomeno della Cina. Questo strapotere continua per due fattori: in Cina 60 milioni di persone praticano il tennistavolo, c’e` una cultura diversa ed e` lo sport maggiore. Tranne casi eccezionali i cinesi, soprattutto a Pechino, non possono permettersi di perdere. Argenti e bronzi possono essere dei casi, ma difficilmente i valori vengono soverchiati. La medaglia d’oro e` ancora lontana”.
L’introduzione della prova a squadre al posto del doppio potra` essere un vantaggio sempre considerando lo strapotere orientale?
“No, anzi sara` peggio, perche` puo` capitare che uno solo perda una partita ma difficilmente tutte e tre gli atleti di livello mondiale sbaglieranno i singolari…. ”
L’Italia l’anno scorso ha deluso un po’ in campo maschile mentre le ragazze hanno raggiunto gli ottavi di finale. Quali sono le aspettative per Pechino?
“Prima parliamo innanzitutto di qualificare gli atleti. Direi che difficilmente ci possa scappare la non qualificazione, sarebbe una cosa dolorosa. La potenzialita` degli atleti c’e`. Vengono da un brutto momento sia fisico che mentale. Qualcuno come la Tan Monfardini ha dovuto cambiare materiali, quelli usati prima non sono piu` previsti dalle norme internazionali. E’ come per un centauro dover cambiare la moto”.
Parliamo invece del movimento del tennistavolo. Dopo tre anni di presidenza che risultati intravede?
“Sono molto contento perche` siamo andati oltre le mie piu` rosee previsioni. Ora abbiamo dirette televisive e radiofoniche, appuntamenti fissi sui giornali: e` un grandissimo traguardo. Prima non c’erano sponsor ora invece ci accompagnano. La nostra forza e` avere un range di praticanti di eta` compresa fra 8 e 80 anni ma puo` diventare una cosa negativa se non si fa capire che il lavoro svolto nelle palestre da tecnici e atleti e` di livello mondiale. La ITTF (Federazione internazionale tennistavolo, ndr) e` quella che partecipa ai Mondiali con il numero piu` alto di nazioni, ben 187. Nei tornei italiani il numero dei partecipanti aumenta di volta in volta, il gap negativo e` che non e` stato costruito niente sui giovani: dietro Yan Ming e i migliori che sono in nazionale gli altri sono molto distanti. Ora stiamo investendo sui giovani: ogni tre mesi mandiamo in stage in Cina ragazzi di 11-12 anni per un cambio di mentalita` e per apprendere come giocano i maestri. Magari avremo qualche risposta gia` dai prossimi campionati giovanili (in programma a luglio a Terni).
L’incontro amichevole tra Italia e Cina svoltosi al Palalido di Milano nello scorso novembre, in un periodo molto delicato tra i due Paesi, ha riscosso un grande successo. Ma non e` l’unica iniziativa di questo tipo presa della Fitet, che nella giornata contro il razzismo si e` schierata in prima linea.
“Veramente siamo stati i capofila. Nella conferenza di presentazione svoltasi a Roma il Ministro dello sport Giovanna Melandri ha chiuso dicendo ‘A volte e` meglio metterci tutt’intorno a un tavolo e giocare’ che era il nostro slogan di comunicazione fatto per Italia-Cina. Lo stesso Ministro e il Sottosegretario Giovanni Lolli ci hanno dato un contributo per l’organizzazione degli europei come riconoscenza per le politiche giovanili nello sport che abbiamo intrapreso: e` un risultato che ci da’ il coraggio necessario per continuare su questa strada”.
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