Prandelli, Guidolin, Spalletti, Novellino, Beretta, Ballardini, Mazzarri... Come è facile intuire, non si tratta di una formazione d’antan. Sono allenatori più o meno sulla cresta dell’onda, soprattutto, sono allenatori che hanno lavorato con Marotta, amministratore delegato della Sampdoria. Prandelli e Mazzarri, i due che domani saranno di fronte, l’onda la cavalcano da tempo. «Ottimi allenatori entrambi - dice Marotta - Prandelli l’ho avuto a Venezia. Gestiscono bene il gruppo, Prandelli predilige uno schieramento un po’ più classico, Mazzarri è più spregiudicato e cerca il risultato attraverso il gioco spettacolare».
E’ solo la prima differenza tra due sistemi di intendere il calcio che per tanti versi si assomigliano. Marotta sottolinea i punti divergenti, alle convergenze pensa Marcello Lippi: «Se il campionato italiano quest’anno è divertente - ha detto a Skytg24 - è merito di Fiorentina e Sampdoria. Mi piace la politica seguita dalle società, che puntano sui giovani e sui giocatori italiani».
Le parole del ct campione del mondo abbisognano di approfondimenti. Il divertimento, primo concetto di cui parla Lippi, è strettamente connesso alla presenza dei due tecnici: coraggiosi, ambiziosi, preparati. Per Mazzarri (e nell’opinabile mondo del calcio è cosa sempre apprezzabile) parlano i risultati: mai un campionato sbagliato, ascesa costante. Parlano talmente i risultati che Mazzarri se la prese a male quando la Panchina d’oro (premio per il miglior allenatore) della scorsa stagione non gli fu assegnato: «Se i miei colleghi l’anno scorso non hanno compreso la portata dell’impresa compiuta della Reggina - ha affermato ieri - io quel premio non lo vincerò mai». Ha detto ieri queste parole perché il premio è andato al rivale di domani, Prandelli.
Il secondo concetto interessa la politica delle due società: puntano sui giovani, dice Lippi, e sugli italiani. Bisogna puntualizzare. Sui giovani puntano entrambe quanto può puntare una società in Italia: non così tanto rispetto a quel che accade altrove. Sugli italiani, invece, punta più la Sampdoria della Fiorentina.
Se domani saranno confermate le formazioni attese, ad esempio, i blucerchiati giocheranno senza nemmeno uno straniero in campo, mentre la Fiorentina ne avrà cinque: Frey, Ujfalusi, Kroldrup, Santana, Mutu.
Perché Fiorentina e Sampdoria si assomigliano, ma non sempre. E’ utile l’esperienza di Marotta: «I Della Valle non hanno dovuto spendere tanti soldi per acquistare la Fiorentina, presa con il lodo Petrucci, mentre Garrone ha speso parecchio. Così, loro hanno potuto destinare molti soldi in più per gli investimenti». Nella classifica del monte ingaggi, la Fiorentina è quinta con 30 milioni di euro dietro Milan, Inter, Juve e Roma. La Sampdoria, con circa 20 milioni, si colloca all’ottavo posto. Considerando solo queste cifre aride, si può dire che la Fiorentina stia facendo un buon campionato, essendo quarta in campionato. E si può dire che la Sampdoria stia facendo un campionato ottimo, essendo quinta a quattro punti dalla Fiorentina stessa.
E DOMANI due squadre che, comunque, investono parecchio meno delle prime quattro della “classifica economica”, si giocheranno un posto per la Champions League. Un posto che può valere circa dieci milioni di euro. Ancora Marotta: «Con il quarto posto si accede al preliminare di Champions che, in termini economici, non porta molto. Al massimo, ottocentomila euro. Se si supera il preliminare e si accede al gironcino, allora le cose cambiano, e arrivano dieci milioni di euro». Il rischio è anche che nessuna, tra Fiorentina e Sampdoria, riesca a centrare la Champions, perché c’è anche il Milan in corsa. In quel caso, sarebbe quasi certamente Coppa Uefa: «Che - commenta Marotta - non porta granché. Solo se si arriva alla finale, come ha possibilità di fare adesso la Fiorentina, si incassano, tra botteghino, sponsor e diritti, dai 5 ai 6 milioni di euro».
Non è con la calcolatrice, però, che i blucerchiati si preparano alla sfida. Alla calcolatrice deve pensare l’amministratore delegato, gli altri pensano soprattutto a sognare. Più di tutti, Montella. «Sta meglio - dice Mazzarri - potrebbe essere utile per qualche minuto». Ma più ancora di Montella, sognano i tifosi. A Firenze saranno 2.200, sicuramente rumorosi. Mazzarri li invoca: «Mi aspetto che si facciano sentire, quando è successo ci è andata bene». Marotta ne invocava di più: «Abbiamo chiesto più biglietti alla Fiorentina, ma loro hanno applicato il regolamento». La partita vale parecchio e, tra calcoli e sogni, è già incominciata.
(Secolo XIX)
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