Nuova tappa tormentata del viaggio della fiaccola olimpica di Pechino 2008. Come gia` accaduto nella maggior parte dei luoghi del percorso, anche nella citta` giapponese di Nagano, che ha ospitato i Giochi invernali nel 1998, ci sono state proteste ed arresti per la questione Tibet. Un cammino di 18.7 chilometri, completato in 4 ore, sotto lo sguardo vigile di centinaia di poliziotti, cosi` numeroso da rendere difficoltosa la visione della fiaccola da parte delle persone sui marciapiedi lungo il tracciato.
Come detto, non sono mancati momenti di tensione: tre arresti e quattro feriti per gli scontri tra i molti cinesi giunti per sostenere i ‘propri’ Giochi, i sostenitori del ‘Tibet libero’ e gli estremisti di destra giapponesi, urlando slogan contro la ` Cina comunista `. Ci sono state anche due incursioni nel tentativo di spegnere la fiaccola, entrambe andate a vuoto: un uomo ha scagliato due oggetti contro il sacro fuoco olimpico mentre era trasportato dal comico Kinichi Hagimoto, poi un altro (con bandiera del Tibet) ha tentato di forzare il cordone di sicurezza.
Mentre la tensione resta altissima, il presidente del Cio Jacques Rogge invita tutti ad abbassare i toni: ` Non si otterra` nulla cosi` dalla Cina – ha detto al Financial Times - Questo e` il piu` grande errore che si possa fare. Bisogna essere piu` modesti, mantenere rapporti trasparenti e chiari in Asia e` della massima importanza. Tutti i cinesi specialisti vi diranno che soltanto una cosa funziona, cioe` una rispettosa, silenziosa ma ferma discussione `.
Rogge fa il paragone con i Giochi Olimpici del 1988 a Seul, che furono disputati regolarmente nonostante una dittatura militare in corso: ` Abbiamo avuto buoni risultati, dialogando di continuo. Non so, onestamente, se molti governi hanno ottenuto piu` di noi `.
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