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Tobia Loriga contro il lanciato Cesar Chavez jr

Sab 26 Apr, 04:15 PM


Stanotte in Messico, Tobia Loriga contro il lanciato Cesar Chavez jr. Luci accese sul Messico. Questa notte, sfida tra il nostro Tobia Loriga e l’idoletto di casa Julio Chavez jr. nei superwelter. Inutile nascondere la realta` di un confronto che a giudizio degli esperti, segna uno fisso per il chico. La trasferta del campione italiano superwelter, contro il piu` giovane e quotato figlio dell’immenso Cesar Chavez senior, almeno nei pronostici, non ha dubbi sul vincitore. Si combatte ad Aguascalientes, citta` messicana a quota 1880 metri, capitale dello stato omonimo nel centro del Messico. Territorio ricco di acque termali oltre che antiche tradizioni. La terra del popolo Chichimeca, guerrieri coraggiosi che resero vita dura ai conquistatori spagnoli, ha una lunga tradizione pugilistica. Nei suoi dorsali resistono antichi filoni d’oro e numerose testimonianze del passato. Nata 430 anni addietro, Aguascalientes, ad oltre 500 km. da Citta` del Messico, viene considerata cittadina raffinata. Molto attivo l’artigianato che si esprime in cinque quartieri dove religiosita` e gastronomia si abbinano nelle numerose feste che etichettano le stagioni, in particolare il Festival dei teschi (Calaveras) e la Fiera Nazionale di S. Marco, tra le piu` antiche. Clima gradevole, solitamente secco, attenuato dalla piogge estive. Da anni il turismo e` in grande crescita, con gli europei in testa. C’e` molto barocco nei palazzi storici e nelle numerose chiese, che rappresentano tappe da non perdere.

Tobia Loriga in loco da otto giorni, ha avuto modo di visitare la citta` e vedere la Plaza de Toros Juriquilla, nella zona di Queretaro dove si svolgera` l’incontro. “ So che il mio avversario avra` l’incoraggiamento del pubblico che e` molto caldo. Non sono venuto in Messico per fare la vittima ma neppure mi nascondo le difficolta`. Chavez e` un figlio d’arte, meglio il figlio del piu` grande campione messicano in assoluto. Lui e` il favorito, lo sapevo anche prima di partire. Nessuno mi ha costretto alla trasferta. Quando e` saltato il match di Michele Orlando e mi hanno proposto di sostituirlo non ho avuto esitazioni, sono un professionista e questo incontro e` un test che comunque vada rappresenta una esperienza che ritengo utile nella mia maturazione. Intanto non ho ancora perduto” .

Chavez e` piu` giovane, 22 anni contro 31, e ha pure piu` incontri all’attivo. “ Il Messico pugilisticamente non e` paragonabile all’Italia. Loro hanno un esercito di pugili e attivita` continuativa, questo spiega perche` pur avendo debuttato nello stesso anno, il 2003, il mio avversario ha combattuto ben undici volte piu` di me, 36 contro 25 il che dice tutto. Sull’eta` non si possono fare paragoni. A 17 anni i nostri sono cadetti e non professionisti” . Che tattica adotterai? “ Pensare ad una strategia precisa e` impossibile. Nella mia esperienza ho sempre deciso sul ring. Anche perche` ogni match ha la sua storia. Di sicuro non mi gettero` allo sbaraglio. Dai filmati ho visto che scaglia il montante e il gancio sinistro in modo convinto e poi il suo destro lungo fa sicuramente male, come dimostrano i tanti ko. Faro` il possibile per evitarli e poter replicare in modo adeguato” .

Che Chavez abbia molte frecce da giocare lo dicono i risultati, dal 2005 ha concluso quasi sempre per ko, ben 19 volte su 21, contro un pari e un MD contro il connazionale Carlos Molina prima a Monterrey a poi Las Vegas, l’avversario piu` ostico. Per il resto una litania di ko contro avversari che senza essere ai vertici di categoria avevano record in positivo. Una scelta precisa da non sottovalutare. Si imputa al messicano una difesa poco accorta, non troppo mobile, sicuro della sua resistenza ai colpi. Orgoglio di famiglia? Tutto ci puo` stare, ma la sostanza non cambia. Tra l’altro pure l’italiano in quanto a difesa non si tutela troppo e tra l’altro e` molto frontale, posizione pericolosa contro un rivale piu` alto e veloce. Non sara` facile per il calabrese venirne fuori. Anche se non lo si deve sottovalutare troppo. Pensiamo che Marcello Paciucci che ne ha curato la preparazione in modo quasi maniacale, avra` valutato i requisiti di Julio Cesar baby. L’altitudine non dovrebbe influire, visto che una settimana e` sufficiente all’adattamento completo. Per il resto, da italiani facciamo il tifo per il coraggioso pugile di Crotone, che sicuramente dara` il meglio per onorare il ruolo di campione italiano e magari dimostrare che i timori delle vigilia erano esagerati. Sarebbe la piu` bella risposta.

di Giuliano Orlando

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