L'errore più grosso da fare dopo la sconfitta della Fiorentina contro il Napoli è sottovalutare i segnali negativi arrivati dal 'Franchi' ieri pomeriggio. Niente di allarmante, la Fiorentina continua ad essere nei vertici della classifica italiana ed ad un passo dalla conquista, ad inizio stagione insperata, degli ottavi di Champions League. Ma lo 0-1 contro la formazione di Mazzarri, non certamente la più brillante della nostra serie A, lancia segnali d'allarme che Cesare Prandelli si aspettava. Sabato scorso, alla vigilia della sfida contro i partenopei, il tecnico viola aveva duramente ripreso alcuni giornalisti che abitualmente seguono la Fiorentina i quali, con grande maleducazione e totale mancanza di professionalità, parlavano fra di loro mentre Cesare Prandelli rispondeva nella conferenza stampa del pre-gara. 'A Firenze ci si esalta nei momenti belli e si fa una tragedia in quelli negativi' aveva ricordato il mister di Orzinuovi al termine della sua reprimenda verso quei giornalisti che, evidentemente, sognavano scenari da goleada contro il Napoli. La partita contro il Napoli ha raccontato innanzitutto che la Fiorentina ha una rosa inadeguata per i molteplici impegni che l'attendono. Fuori Marchionni, Dainelli e Savio (fino ad oggi inutilizzato), con Gilardino e Comotto inizialmente in panchina, Natali, De Silvestri, Jorgensen e Santana si sono dimostrati buoni comprimari e nulla più, ma Mutu è altalenante e Jovetic è troppo discontinuo per essere paragonato ai vari fenomeni che gli erano stati accostati nelle settimane precedenti: da Crujff e Baggio, passando per Maradona. Contro il Genoa mancheranno quasi certamente due centrali su quattro, Marchionni sarà al rientro da dieci giorni di stop, ci sarà da calibrare le scelte in attacco (mentre i tifosi e gli stolti addetti ai lavori immaginavano un tridente, il Napoli ieri dominava a centrocampo con sane ripartenze e chiusura ermetica della difesa) e soprattutto si dovrà lavorare sulla testa. La Champions League ruba non solo energie fisiche, ma soprattutto mentali. Ecco allora che viene fuori il problema di cui sopra: la coperta corta a disposizione di Prandelli. L'anno scorso i problemi nello spogliatoio vennero risolti dopo le cessioni di chi non giocava e 'bubava'. Per essere però pronti in ogni circostanza, soprattutto quando si gioca ogni tre giorni, servono motivazioni forti, ambizione, carattere e soprattutto una rosa adeguata. Ieri Frey prima di lasciare il Franchi ha detto: 'Facciamo fatica a reggere lo stress del momento, qualcuno di noi ha sofferto i tanti impegni ravvicinati, e in questo momento dobbiamo solo stringere i denti e remare tutti per lo stesso obiettivo'. Quando una delle anime dello spogliatoio parla così, è come se parlasse Cesare Prandelli. Ecco perché, al di là dell'immediato, in cui proprio il mister viola dovrà essere bravo ad operare le scelte giuste a livello tecnico tattico, occorrerà rinforzare numericamente la rosa a gennaio. E la piazza deve mettere in soffitta i pensieri di essere l'anti-Inter, non cadere nel catastrofismo cosmico, e soprattutto quando parla di tattica, dimenticarsi del tridente, e lasciare la cura del vestito Fiorentina, al mastro sarto Prandelli. Uno che con una coperta ci deve coprire ogni angolo del mondo viola.
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