Eurosport - lun, 26 ott 12:10:00 2009
I due Stati hanno instaurato una collaborazione per controlli incrociati atti a prevenire evasioni fiscali da parte dei calciatori espatriati, che saranno controllati scrupolosamente dal punto di vista finanziario per tutto ciò che riguarda il loro patrimonio
Tempi duri per i calciatori che hanno intenzione di fare i "furbini". Italia e Spagna hanno infatti instaurato una nuova collaborazione tra i rispettivi Erari per evitare spiacevoli evasioni fiscali.
Entrambe le Agenzie delle Entrate, infatti, da ora in poi analizzeranno minuziosamente tutti i movimenti economici dei calciatori: si va dal puro compenso percepito dal club di appartenenza ai contratti pubblicitari, passando per le proprietà immobiliari, le auto di lusso e tutte le altre proprietà soggette a tassazione. Le informazioni ottenute verranno poi condivise automaticamente dalle due parti.
Questa iniziativa controllerà i giocatori espatriati in Italia e Spagna, ma la stampa iberica sottolinea già il fatto che questa misura è risolutiva solo in parte, poiché la Spagna è considerata un paradiso fiscale. Le tasse che i club devono corrispondere per ogni giocatore straniero sono molto basse e questo sistema attrae dunque molti calciatori dall'estero, perhcé per loro la pressione fiscale è del 24% a fronte del 43% che si applica normalmente per qualsiasi tipo di rendita.
Del resto, il fenomeno dell'espatrio per ragioni fiscali è molto in voga nel mondo dello sport. Il Principato di Monaco è un'altra delle mete preferite da chi non vuole farsi prendere per la gola dai tributi dovuti allo Stato.
Commenti 1 - 1 di 1
e dai , NON SOLO GUADAGNATE SOMME CHE POTREBBERO MANTENERE LA GUINEA EQUATORIALE ( PICCOLO STATO DELL AFRICA ) MA VOLETE FARE PURE I FURBI E NN PAGARE LE TASSE !!
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