Eurosport - lun, 26 nov 18:17:00 2007
La corsa di Firmani sotto la curva, la sforbiciata di Trezeguet, gli scatti di Suazo e le punizioni di Pirlo: la Serie A è tornata in tutti i campi d'Italia in una domanica (quasi) normale
Dopo tutto, basta il gol. Spettacolare, decisivo o fortunoso che sia, il tocco che manda la sfera oltre la linea di porta fa saltare il pubblico dai seggiolini e grida al mondo che il calcio, persino il calcio, è ancora uno sport.
Sono passate solo due settimane dalle lacrime dell'autogrill e dalla pazzia romana, ma sul campo si è tornati a sorridere. Più di tutti l'ha fatto Firmani, simbolo della Lazio che saluta il suo Gabriele nel migliore dei modi mentre Fabio, romano purosangue, recita un emozionato "me lo sentivo", perché a volte un gol può valere ben più di tre punti in classifica.
La Serie A è tornata in un lampo a un'apparente normalità, con l'Inter che tira la classifica, l'Udinese che continua a sognare, il Milan che fa punti in trasferta e Trezeguet che segna con un colpo surreale per coordinazione e rapidità.
La consuetudine, però, è solo fittizia perché prima che il pallone riprenda a roteare ti guardi intorno e vedi curve vuote e fischi insensati durante il minuto di raccoglimento dedicato a un ragazzo morto in Afghanistan, giusto per ricordare a tutti che questa volta non si può ancora far finta di niente e che la tanto attesa sicurezza negli stadi è al momento una lontana chimera.
Il gol ci aiuta a sorridere, ma pensare al prossimo sabato, quando San Siro vivrà Milan-Juve senza i tifosi bianconeri, mette già tristezza.
Luca Stacul / Eurosport