L`Australian Open 2008 e` di Novak Djokovic: in finale Jo-Wilfried Tsonga cade in quattro set. Il serbo si presenta alla seconda finale consecutiva in un torneo dello Slam insolitamente teso. Tutto il contrario del francese. Tsonga parte male, rimediando subito un break, ma risponde strappando il servizio a Djokovic al secondo gioco. E la gara inizia. I due non rischiano piu` di tanto, preferendo sfidarsi con potenti colpi dal fondo. Il giovane “Ali`” e` sciolto come il pugile e approfitta di un “Nole” molto rigido. Dopo una palla break mancata al quarto gioco, cosi`, da` battaglia al numero tre al mondo sino al 5-4 in proprio favore. Il turno di servizio tocca a Djokovic. Una palla pesa piu` dell’altra sino a quando Tsonga non si inventa un clamoroso lob da fondo campo che stende il serbo e gli garantisce il primo set (mai il serbo ne aveva perso uno in questo torneo) con il punteggio di 6-4.
“Nole” risente il contraccolpo psicologico, mentre il transalpino continua a giocare in scioltezza. Nel momento piu` difficile, pero`, arriva la svolta dell’incontro. Tsonga si trova sul 2-1, Djokovic va a servire e con due erroracci in altrettante discese a rete permette al francese di portarsi sul 30-0. Potrebbe essere una mazzata quasi definitiva. Eppure non e` cosi`. La determinazione del serbo, infatti, prevale sull’esuberanza di Tsonga. Djokovic costringe l’avversario a due scambi tanto lunghi da far emergere l’autentica pecca del transalpino, il rovescio. Due errori in “back” permettono a “Nole” di tenere il servizio. E la gara passa nelle mani del numero tre al mondo. Il rovescio di Tsonga lancia il serbo anche nel settimo gioco, quando Djokovic trova il break del 4-3 sfruttando anche un’ottima risposta vincente e un gran dritto. Il secondo set va al ventenne di Belgrado per 6-4. E il match prende una piega ben delineata.
Lo si capisce all’inizio del terzo set, quando Tsonga inizia a pagare anche il minor numero di ace prodotti rispetto all’avversario. Al terzo game, secondo di servizio per il francese, arriva cosi` un altro break pesantissimo da parte del serbo, capace di portarsi sul 15-40 e di sfruttare, dopo il 40 pari ottenuto da Tsonga grazie a un errore dell’avversario e un ace, un errore di rovescio del transalpino. Djokovic vola e sul 5-3 arriva un altro break, giunto nel game piu` lungo del match. Il francese salva ben sei palle set, ma con un errore in volee vanifica il tutto e garantisce il 6-3 per l’avversario.
Attendersi i titoli di coda e` cosa lecita. Tsonga dimostra di poter reggere il confronto con il dritto e la maggiore aggressivita`, ma, al tempo stesso, fa vedere il proprio tallone d’Achille, un rovescio incerto e troppo falloso. Djokovic, invece, proprio con il rovescio e la capacita` di reggere gli scambi lunghi snerva il francese. Eppure la gara torna in equilibrio. Durante il quarto game, infatti, due scambi sostenuti persi mettono in risalto la stanchezza del serbo. Tsonga ne approfitta per restare in carreggiata. Poi Djokovic si risveglia, porta a casa due turni di servizio tenendoli a zero e mette l’avversario nelle condizioni peggiori. Quelle di servire sotto di 5-4 nel set e di 2-1 nel complesso dei parziali. Il rovescio si inceppa ancora, ma il servizio e il dritto valgono il game. Ed e` 5-5. Sul servizio, pero`, Djokovic concede la prima palla break al francese. Poi con due rovesci si salva, con un dritto e un servizio vincente si porta sul 6-5. Tsonga ha un altro servizio pesante da tenere. Ma la paura gli e` sconosciuta. E si va al tie-break.
Il francese non si scompone, il serbo non perde il filo del discorso. Ma due errori di rovescio, un doppio fallo e uno di dritto di Tsonga consegnano il match a un impeccabile Djokovic. Alla fine vince “Nole”e “Mohammed Ali`” va al tappeto. Tra i due litiganti, pero`, l’impressione di tutti e` che a trionfare sia stato il tennis. Con una finale di buon livello, combattuta per circa tre ore di gioco e vinta dal talento dell’emergente serbo con un tie-break conclusivo, ha dimostrato a tutti che questo sport non vivra` per sempre solo del dualismo Federer-Nadal. Il terzo polo e` arrivato, dritto dalla Serbia, nuova fucina di talenti. Il futuro e` oggi. E ha appena vent’anni.
Il risultato della finale:
(3) Novak Djokovic (SER) b. Jo-Wilfried Tsonga 4-6 6-4 6-3 7-6 (2)
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