Eurosport - gio, 27 mar 12:16:00 2008
La sconfitta contro la Spagna, nonostante una prestazione positiva, non può non sollevare qualche dubbio; Donadoni sembra aver già deciso tutto, farà bene?
L'Italia ha giocato comunque una buona partita a Elche contro la Spagna ma, a conti fatti, quello che resterà è tuttavia una sconfitta; di misura, è vero, ma pur sempre una sconfitta.
Il gruppo, tanto auspicato da Donadoni, sta lentamente prendendo forma ma quello che si vede è una Nazionale tutta grinta e carattere ma con poca, pochissima, qualità. Tanti operai, ma direttori d'orchestra ridotti al minimo con Camoranesi e Pirlo costretti a inventare anche quando questo diventa impossibile.
Quando il centrocampista del Milan ha lasciato il posto al compagno di club, Gattuso, una delle poche lampadine della nostra squadra si è fulminata di colpo e Camoranesi (bravissimo) ha dovuto costruire per due. Se poi si costringono i piedi buoni di Di Natale a girare a largo, ecco che allora tutto diventa più difficile.
Toni (lungi da noi criticarne il suo impiego) è un fenomeno di praticità ma, alla squadra, serve quasi niente. Meglio Borriello nella ripresa con il genoano che è venuto a prendersi i palloni da solo con personalità e abnegazione.
Sugli esterni avremmo potuto sfruttare la velocità di Oddo e Zambrotta ma il CT (avrà senz'altro avuto le sue buone ragioni) ha preferito l'esperienza di Panucci (35 anni cominciano a essere tanti anche per un mostro come lui) e Grosso.
Capitan Cannavaro, non ce ne voglia, è il simbolo di un'Italia che corre il rischio di sentirsi troppo forte. Il rilancio di testa nell'occasione del super-gol di Villa è emblematico.
Quello che desta preoccupazione, poi (anche se non c'è da allarmarsi, l'Italia non ha comunque demeritato), sono i miracoli cui è stato chiamato Buffon per salvare la porta Azzurra. Troppe volte il portiere più forte del mondo è stato costretto al miracolo e, fortuna nostra, ha sempre risposto presente. Certo, Gigi lo abbiamo noi, ma forse sarebbe meglio non correre tutti quei rischi.
Donadoni, cui la vicenda del contratto non può non pesare, ha ormai deciso di affidarsi ai suoi uomini. La fantasia la porteranno Pirlo, Camoranesi e Di Natale, tutti gli altri saranno chiamati a fare legna. Con Del Piero e Cassano abili e arruolabili, c'è da chiedersi se il CT non abbia scelto troppo in fretta gli uomini con cui andare in Austria e Svizzera da campioni del mondo.
Andrea Tabacco / Eurosport