Eurosport - gio, 27 mar 21:57:00 2008
Dall'inizio dell'anno Rafael Nadal non ha ancora vinto un torneo, e ora alle sue spalle il numero 3 del mondo Novak Djokovic rischia di scavalcarlo in classifica...Lo zio e allenatore del maiorchino, Toni Nadal, spiega i motivi della sua scorsa continuità
Il 2008 di Rafael Nadal non si sta infittendo delle molte ombre e interrogativi che invece caratterizzano l'inquietante inizio di stagione di Roger Federer, ma ciò che accomuna il maiorchino al 27enne di Basilea è il fatto (insolito per entrambi) di non aver ancora vinto un torneo da quando il 2007 è andato in archivio.
La finale in una prova ATP (Chennai), la semifinale in uno Slam (Australian Open) e l'ultima in un Masters Series (Indian Wells) rappresentano un bottino invidiabile per la maggior parte dei tennisti, ma forse non sono sufficienti per un campione che aspira a sedersi sul trono di numero 1 del mondo. In fondo anche i primi tre mesi dello scorso anno erano stati avari di soddisfazioni(solo quarti a Melbourne e Dubai, fuori al primo turno a Sydney e in semifinale a Chennai) ma sul cemento della california almeno era arrivato un successo, giunto in finale a spese di Novak Djokovic ormai assestato sulla rampa di lancio. Ed è proprio la sconfitta contro il serbo che su quegli stessi campi arriva 12 mesi più tardi a far scattare un campanello d'allarme nell'entourage dello spagnolo.
La scarsa condizione di forma di Federer e la mancanza di continuità di Nadal rafforzano di settimana in settimana la candidatura di "Nole" a prossimo numero uno mondiale. Toni Nadal, allenatore e zio del maiorchino, sulle pagine del quotidiano spagnolo "Marca" spiega chiaramente il perché degli alti e bassi del nipote:
"Rafa sta pagando la stanchezza mentale degli ultimi tre anni - ammette lo zio - è stanco perché è dal 2005 che gioca sempre al limite, per via della lotta con Federer. Tutto quello che gli serve è la continuità. Con Blake (a Indian Wells, ndr) gioca bene e il giorno dopo con Djokovic no. Comunque è secondo nella Race e i risultati non sono affatto deludenti.
E d'altra parte lo stesso tennista (atteso all'esordio del Masters Series di Miami contro il tedesco Becker) ritiene che "la gente dovrebbe considerare da quante stagioni sono nel circuito e non il fatto che ho 21 anni". Il sogno di scavalcare Federer nel ranking ATP è pertanto accantonato? Nell'immediato, pare proprio di si: "Abbiamo troppi punti (sulla terra, ndr) da difendere - ammette Toni Nadal - C'è stata l'occasione di farlo nel 2007, quando Federer perse al 3° turno a Roma e noi vincemmo il torneo. Ora il nostro obiettivo reale è quello di conquistare quanto prima un posto nel Masters di Shanghai".
Più che lanciare la sfida a chi sta davanti, al momento pare più saggio allora guardarsi alle spalle, visto che Djokovic accusa poco più di 400 punti di distacco dal re del rosso: "E' vero che Djokovic rappresenta una minaccia per Nadal, ma anche per Federer.. E se lo svizzero non migliora nei prossimi mesi, è ovvio che lo sorpasserà".
Alessandro Dal Lago / Eurosport