Da Pierre Berbizier a Nick Mallett, quante cose sono cambiate nella Nazionale italiana di rugby. Lo scorso anno, di questi tempi, ci si ritrovava ad elogiare gli azzurri allenati dal francese, reduci da un 6 Nazioni entusiasmante. Due furono le vittorie raggranellate da Bortolami e soci (contro Galles e Scozia in quel di Murrayfield), mentre quest’anno, sotto la guida del ct sudafricano, e` arrivato solo un sorriso, per giunta nell’ultima gara contro gli scozzesi. Quel drop allo scadere della rivelazione Marcato ha evitato all’Italia il famigerato cucchiaio di legno, riuscendo a dare un senso ai primi mesi della gestione-Mallett. Ma quali sono le differenze principali fra le due gestioni? A parte il ringiovanimento fisiologico della rosa azzurra, che dopo l’eliminazione negli ottavi di finale dei Mondiali francesi ha perso alcuni pezzi fondamentali (vedi Troncon), ci sono anche alcuni numeri che possono far capire la diversa filosofia con cui gli azzurri hanno approcciato in questi primi cinque match dell’era ‘mallettiana’.
Castrogiovanni e compagni hanno realizzato 74 punti (media di 15 per gara), subendone 131 (26 di media). Lo scorso anno, al termine della cinque partite del 6 Nazioni, gli azzurri realizzarono 94 punti, subendone 147. Le differenze ci sono eccome. 20 punti in meno segnati, in sole cinque gare, sono parecchi: 4 a partita. Per quanto riguarda invece la difesa, la Nazionale aveva incassato ben 16 punti in piu`, segno che, a parte qualche disattenzione (vedi partita con il Galles, in cui erano stati subiti 47 punti), Mallett ha insistito parecchio sul pacchetto arretrato, che tra l’altro puo` contare su uno dei migliori giocatori del mondo, quel Martin Castrogiovanni scopertosi anche impalcabile realizzatore. Sono 6 le mette segnate dall’Italia, mentre sono 13 quelle concesse. Nel 2007 furono 9 quelle messe a segno dagli azzurri, di cui ben 7 dal pacchetto arretrato. Sono 118 in media i passaggi andati a buon fine degli Azzurri in questo 6 Nazioni, uno in piu` di quelli messi a segno lo scorso anno. Ma e` nella distribuzione dei passaggi che si vede la differenza nell’impostazione di gioco data dai due tecnici.
Con Berbizier il pallone passava molto per le seconde linee (34% contro il 16% di quest’anno), mentre nell’edizione 2008 l’ovale e` detenuto principalmente dai ‘back’, ovvero dagli estremi e dai centri (per fare qualche nome Mirko Bergamasco e Gonzalo Canale, che tenevano il possesso per il 39% del tempo). Stessa percentuale di possesso invece per gli ‘avanti’, con il 14%. I calci sono rimasti pressoche` invariati (29 quest’anno contro i 31 del 2007), con quelli lunghi nettamente superiori a quelli corti (22 a 7), segno che si e` ricorso a questo fondamentale esclusivamente per difendersi e mai per offendere. Anche in quest’ottica si capisce la logica di schierare come mediano di mischia un giocatore dalle caratteristiche ‘difensive’ come Andrea Masi.
Infine da segnalare che il numero delle ammonizioni ricevute (2) e` lo stesso del 2007 e del 2006. Un’impostazione di gioco diversa dunque quella di Mallett, piu` portato ad appoggiare il gioco sui centri e sugli estremi, diversamente da Berbizier, che con un gioco molto piu` ragionato faceva passare l’ovale per le sapienti mani del capitano Bortolami in seconda linea. A proposito, adesso i gradi li ha Sergio Parisse, nominato tra i ‘top player’ del 6 Nazioni 2008. Proprio da lui, e da Martin Castrogiovanni, bisognera` ripartire per tornare ad essere competitivi. Perche alla fine i numeri li fanno sempre gli uomini.
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