Milano, 27 marzo 2009 - UNA VOLTA tutti li conoscevano come i signori 5 per cento, ora sono i (nuovi) padroni del pallone. Procuratori, agenti, mediatori, procacciatori daffari: chiamateli come volete, ma questi manager che parlano contemporaneamente con due telefonini e rilasciano interviste a ruota libera a tv e giornali sono fra i grandi protagonisti del nostro calcio. Prima dominava Luciano Moggi con la sua fitta rete di alleanze, oggi i nomi sulla bocca di tutti sono quelli di Raiola, Mendes, Bronzetti, Davide Lippi. La mappa del football nostrano, superata la bufera calciopoli, appare come un garbuglio da mal di testa, dove il potere del padrone si è distribuito tra tanti padroncini, vecchi e nuovi, pronti a seguirne le orme. Per carisma e competenze. Parliamo di quelli che hanno raccolto leredità delle procure moggiane e cercano di alterare gli equilibri del calciomercato anche in tempi di congiuntura negativa, o di quelli che chiedono anche quando dovrebbero tacere, o che provocano salvo poi far marcia indietro. IL CASO più clamoroso è quello di Mino Raiola, radici napoletane, tra i più potenti mediatori internazionali e personaggio chiave del circo del pallone. Leggenda vuole facesse il pizzaiolo ad Amsterdam al Palladium Bar, ma in realtà era il figlio del proprietario del locale, rinomato e frequentato dai calciatori dellAjax. Lì il bravo Mino diventò amico dei giocatori del club olandese che frequentavano il locale; sfruttando le conoscenze della lingua e labilità nei rapporti è stato poi agevole per lui introdursi nellambiente calcistico. Oggi è uno dei mediatori internazionali più ricchi e famosi, rappresenta campioni in tutto il mondo, dallEuropa dellest al Brasile. Alla Roma ha portato Mido e ha partecipato al trasferimento di Emerson a Torino. La perla: manager di Nedved, dopo il passaggio del ceco dalla Lazio alla Juventus nel 2001 acquistò un elegante attico a Montecarlo, dove passa molto del suo tempo libero. Ottimi dunque i rapporti con la Juventus di ieri, buoni anche con quella del nuovo corso (Grygera è uno dei suoi). Ha cercato di portare Cris del Lione in Italia, è riuscito a rifilare loggetto misterioso Mattioni al Milan e soprattutto sta facendo infuriare Moratti e lInter per le parole su Ibrahimovic. Pare che in via Durini sia prevalsa la linea dura, e che Raiola ne abbia preso atto. Anzi no, visto quel che ha detto ieri ad una radio catalana ("A Zlatan piacerebbe il Barcellona..."). UN CAPITOLO a parte merita Davide Lippi. Dopo calciopoli è riuscito a salvare il posto grazie allintervento presso lAntitrust del babbo ct, e a fari spenti continua a lavorare. Ha perso la procura di Oddo, è vero, ma potrebbe presto avere quella di altri due nellorbita azzurra: il giallorosso Aquilani e, soprattutto, loriundo Amauri. Se così fosse, come si comporterà in quel caso il papà ct? Dal giovane allesperto: Tullio Tinti. La sua scuderia di giocatori è fra le più fornite in assoluto. Ha piazzato Toni al Bayern con un ingaggio di 7 milioni a stagione: un colpo da maestro. E ha fatto prendere maxi-ingaggi persino a Rolando Bianchi. Scusate se è poco...
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Commenti 1 - 1 di 1
Raiola e' il classico napuleta' che ha trovato con scaltrezza e maniera figliodizoccolaggine il modo di fare i soldi senza lavorare.Se si portasse via il mercenario svezioslavo che in europa non segna mai
ci farebbe un favore e ce ne farebbe uno ancora piu' grande se a barcellona o in inghilterra ci rimanesse pure lui....
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