Dopo la sconfitta Prandelli ha parlato di stanchezza, concetto vago e nello stesso tempo solido. La parola rende comunque l’idea. In quattordici partite ufficiali (fra campionato e Champions) alcuni giocatori sono stati nettamente più utilizzati degli altri, un piccolo reparto scelto: l’ultimo nella Top 11 dei più presenti è Gobbi, che ha comunque giocato una media di 51 minuti a gara. Fra i meno utilizzati i nuovi acquisti De Silvestri e Natali, mentre Castillo e Savio sono a quota zero, frenati dagli infortuni (capitolo a parte). Prandelli ha evidentemente puntato sul vecchio gruppo — con gli innesti decisivi di Marchionni e Zanetti — e i risultati gli hanno dato ragione. Il kappaò contro il Napoli non è una sconfitta che cambia il senso della stagione, né cancella quello che è stato fatto di buono, ma per la prima volta la Fiorentina è stata inferiore all’avversario sul piano atletico, diminuendo l’intensità nel periodo fin qui più cavalcato per vincere, cioè la seconda metà della ripresa. E’ un segnale di usura che i test fisici confermano con l’evidenza dei numeri: velocità, potenza, intensità, tempi di recupero, stress muscolare, predisposizione agli infortuni. L’ULTIMO test prima del match contro il Napoli indicava i giocatori in condizioni fisiche incerte, e comunque da valutare; escludendo gli infortunati, ovviamente non considerati in questa valutazione, è facile intuire con quale stato d’animo Prandelli abbia preparato la formazione che è scesa in campo contro il Napoli, dovendo anche pensare alla partita di domani contro il Genoa. Sul bordo del dubbio è difficile scegliere. La scelta della continuità non ha pagato a centrocampo, l’alternanza ha creato qualche problema in difesa (male Gobbi), la gestione dell’abbondanza non è stata formidabile in attacco con la staffetta Mutu-Gilardino in una giornata poco felice per Jovetic. L’assenza del «fattore C», al quale Prandelli si è riferito durante la premiazione a Milano di ieri, può essere una spiegazione tecnica supplementare. Giornate che possono capitare, ma per la Fiorentina — che dopo Marchionni e Dainelli ora deve recuperare Natali e Santana — si apre un fronte diverso: gestire le forze prima del mercato di gennaio, quando almeno un paio di innesti rinforzeranno la rosa. NEL FRATTEMPO Prandelli ha scelto la strada della scelte tecniche comunicate ai giocatori solo poche ore prima della partita: in questo modo l’allenatore spera che la tensione resti altissima per tutti, bronci esclusi. Accontentare Gilardino, Mutu e Jovetic sarà impossibile, a meno che non cambi il modulo. Ipotesi francamente improbabile.
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Commenti 1 - 1 di 1
bellissimo
KAPPAO'
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