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Juventus: Scatta l'allarme epidemia

mar, 27 ott 08:27:00 2009

Iaquinta si ferma per 40 giorni: la squadra colleziona menischi. Elkann: la fortuna? Cercatevela.

Juventus, è allarme epidemia.

«Malaticci», diceva ieri Gigi Buffon compilando il bollettino dei risultati bianconeri, ma il termine va benissimo pure per quello medico: l’ultimo a rompersi è stato Vincenzo Iaquinta, che stamattina verrà operato in artroscopia per rimuovere un frammento al menisco esterno del ginocchio sinistro. Ne avrà per almeno un mese, il che lo mette quasi fuori dalla sfida decisiva di Champions, a Bordeaux il 25 novembre, e in bilico per la partitona con l’Inter, il 5 dicembre. Sarà anche immane sfortuna, del resto non è che si possano spedire in campo i giocatori ricoperti di gomma piuma, resta il fatto che siamo al terzo menisco stagionale, dopo quello di Marchisio, già operato, e di Buffon, che tirerà avanti (alla grande, viste le parate) fino alla sosta natalizia. L’attaccante fa così lievitare a sei il numero dei bianconeri attualmente fuori per problemi fisici: oltre a Iaquinta, già c’erano Zebina, Salihamidzic, Marchisio, Tiago e Del Piero, che però è vicino al rientro. Il conto totale, invece, è arrivato a 24, al di là delle precisazioni fatte dal club nelle scorse settimane, sulla base qualitativa dei guai: basta considerare come infortunio qualsiasi guaio fisico che impedisce a un giocatore di essere convocato per una partita. Fuori uso, insomma. Servirà anche un po’ di buona sorte, anche se per John Elkann, «la fortuna la squadra se la deve cercare». Aboliti i depistaggi delle ultime volte, quel Marchisio con il menisco già cigolante lasciato ufficialmente «a riposo» nel viaggio di Palermo, stavolta il crack di Iaquinta è stata una sorpresa pure per il club, e per lo stesso giocatore. Anche se qualche stranezza, domenica a Siena, pareva esserci, dopo aver visto Vincenzone finire misteriosamente in tribuna. «Un piccolo problema al ginocchio», era la versione juventina. Cambiata radicalmente ieri mattina, dopo la risonanza magnetica fatta al Cto, nel reparto di radiologia del professor Carlo Faletti. Iaquinta avrebbe anche stretto i denti per un po’, ma non si poteva proprio, con un frammento di menisco a spasso: bisogna intervenire. Per chiarire la situazione, la Juve ha ricostruito il fine settimana in un comunicato, facendo risalire il guaio a sabato: «Iaquinta, a seguito di un contrasto di gioco che ha causato una iper-estensione del ginocchio sinistro, aveva riscontrato una sintomatologia dolorosa all’articolazione». Il ginocchio faceva un po’ male, ma si è deciso di portare l’attaccante comunque a Siena: ultimo test domenica mattina, approntando apposta un salone dell’hotel, ma il dolore continuava. Tribuna e risonanza magnetica, ieri mattina. Responso, riportato dalla nota della società: «Gli esami eseguiti hanno indicato la necessità di intervenire chirurgicamente attraverso una meniscectomia artroscopica selettiva del menisco esterno del ginocchio sinistro». Operazione che sarà eseguita stamattina dal professor Flavio Quaglia, nella clinica Fornaca di Sessant, a Torino. Questa volta, giurano in casa Juve, nessuno ha voluto nascondere l’infortunio: «Tutto è stato fatto al meglio», spiegava ieri il ds Alessio Secco. Il fatto - ha osservato ancora la società - è che sabato pomeriggio non ci sarebbe stato comunque il tempo per effettuare alcun esame e la diagnosi di problemi al menisco esterno non è così immediata. Resterà l’assenza di Iaquinta, uno fondamentale, cui ieri ha fatto il suo personale in bocca al lupo Buffon, «perché abbiamo davvero bisogno di lui». Anche se incroci importanti sono già sulla soglia, come ha ricordato ancora il numero uno bianconero: «Siamo attesi da un altro periodo decisivo. Ci aspettano nove giorni cruciali, per dare un indirizzo alla nostra stagione, sia per quanto riguarda il campionato, sia per la Champions. Arriveranno risposte importanti. E per questo dobbiamo cercare di essere attenti e concentrati, ma anche fiduciosi». E, possibilmente, un po’ meno malaticci.

(La Stampa)  

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