Eurosport - mar, 27 nov 11:25:00 2007
La Figc sentirà il tecnico dell'Inter nell'ambito di un'inchiesta per chiarire le dichiarazioni di Mancini a proposito dei medici sportivi: una polemica che è lo specchio di un calcio eccessivamente legato a valori extrasportivi
Siamo alla follia. L'esposizione mediatica del calcio, superando ogni limite conosciuto, regala al pubblico assuefatto ogni tipo di polemica trasformando in notizia da prima pagina qualsiasi battuta. Succede così che l'allenatore dell'Inter si trovi sotto inchiesta della Figc per aver dichiarato che, ai suoi tempi, per uno stiramento non stavi lontano dal campo un mese.
Queste precisamente le parole di Roberto Mancini sabato sera al termine di Inter-Atalanta: "I giocatori fanno un po' fatica a rientrare perché ci sono tante partite in più rispetto al passato. E i medici li fermano sempre: diciamo che i medici sono peggiorati, secondo me, perché tendono sempre a fermare i giocatori. Uno che ha uno stiramento non può stare fuori un mese. Un allenatore, che forse ha vissuto queste cose e sa quali sono i tempi di recupero, un po' si arrabbia".
Intendiamoci, Mancini ha sbagliato ad utilizzare la parola "peggiorati", perché certamente i medici sportivi di oggi sono più preparati ed hanno a disposizione strumenti migliori per le diagnosi dei problemi muscolari, tendinei e legamentosi, in primis grazie alla risonanza magnetica, ma l'allenatore nerazzurro ha chiaramente espresso una propria opinione, senza accusare nessuno in particolare.
Il medico della nazionale campione del mondo Enrico Castellacci, evidentemente colpito nel vivo, ha risposto con una lettera aperta in cui difende la propria categoria (Castellacci è anche il presidente dell'associazione medici italiani del calcio) e sottolinea che "la medicina è una cosa seria, forse più di un gioco".
La realtà, purtroppo, è che il calcio è molto più di un gioco, proprio a causa del "grande ritorno mediatico ed economico" che lo stesso Castellacci cita. Il giro di soldi rende i calciatori delle statue dorate, i cui muscoli vanno lucidati e tenuti in cristalliere stile 'MilanLab'. Gli sponsor fanno pressione perché i loro campioni giochino sempre, in nazionale, in campionato e in Champions: 50 partite all'anno per mostrare baffetti, striscette e animali vari.
Il calciatore professionista, coccolato da un contratto fuori da ogni grazia divina, accetta questa spirale acquistando un'automobile nuova e rimorchiando la soubrette del momento, in attesa di una saturazione che sta per arrivare. Il calcio europeo (un po' come tutta la società occidentale) vive ampiamente sopra le proprie reali possibilità e quest'assurda polemica tra Mancini e Castellacci non fa altro che confermare che l'atteso tramonto sta arrivando più velocemente del previsto.