Moratti accende il derby di Milano. Per il presidente dell''Inter a questo punto la stracittadina vale piu'' di una filane di Champions: la squadra di Mancini si gioca lo scudetto, quella di Ancelotti l''accesso all''Europa che conta. "Sotto un certo aspetto vale anche piu'' di una finale di Champions League - ha spiegato il numero uno dell''Inter -, perche'' per entrambe le squadre questa partita e'' fondamentale per raggiungere un obiettivo importante".
''''Tutti i derby sono comunque belli e ciascuno ha il suo peso specifico - ha proseguito Moratti -, perche'' bisogna rifarsi di quello precedente oppure perche'' il pubblico lo sente di piu'', ma questo ha un significato particolare. I giocatori ce la metteranno tutta, sia nel derby sia nelle partite successive, a me basta arrivare al risultato definitivo".
Per il Milan invece questo non e'' un derby
A Milanello invece l''umore e'' un altro. Al contrario di Moratti, per il Milan il derby in questo momento e'' solo un''altra partita che lo separa dall''obiettivo europeo. Sul sito rossonero e'' apparso il seguente editoriale: "No, con il massimo del rispetto per una sfida stracittadina che e'' parte integrante della storia del calcio italiano, non e'' un derby. E'' la stessa storia della partita di Milano a confermarlo. Concetti come rivalita'', supremazia, sfotto'', fanno parte soprattutto del derby d''andata, dove gli interessi di classifica non sono mai fondamentali, mai ultimativi. E'' al ritorno invece che si guarda piu'' alla classifica, si fortificano principi come la concretezza, l''efficacia, la praticita''.
Non e'' un derby perche'' se si concentra l''attenzione sul vero nome della sfida, il rischio e'' sviare l''attenzione. Si rischia di deragliare, ossessionandosi su temi come la fede, l''orgoglio, la passione. Che ci sono comunque, ma che non devono essere sbattuti in prima pagina per la sfida che attende il Milan. I rossoneri sono usciti dal campo di Torino la sera del 12 aprile battuti e, secondo i piu'', fuori da ogni gioco per l''area Champions.
Non solo: i rossoneri si sono svegliati domenica 20 aprile con uno svantaggio di sette punti dalla Fiorentina, all''indomani del vittorioso anticipo dei viola contro il Palermo. E'' quello il momento in cui non hanno mollato. E proprio perche'' non hanno mollato che se la stanno ancora giocando a testa alta. Non hanno mollato, ovvero si sono dati un obiettivo: vincerle tutte e cinque. Senza smanie stracittadine, senza pruriti da rinvio della festa scudetto della prima in classifica o altri luoghi comuni abbastanza infantili.
Vincerle tutte e cinque: e'' proprio per questo che non e'' un derby. E'' la terza delle cinque, sono 90 minuti fra gli ultimi 270. E'' il crocicchio fra strade diverse. Sappiamo di essere attesi, ma dobbiamo andare per la nostra strada. Che non e'' quella del derby: questo e'' un termine in cui ci si immerge, sono partite in cui ci si isola dal mondo e dalla classifica e si pensa solo al derby stesso. Il Milan ha un altro compito, piu'' duro: guardare oltre. Affrontare l''Inter guardando anche avanti e pensando che si dovra'' giocare con lo stesso spirito in seguito, contro Napoli e Udinese. Anzi, deve essere proprio il desiderio forte di dare importanza alle sfide del San Paolo e di San Siro contro i friulani, ad animare i giocatori del Milan nella partita di domenica. Senza retorica e con tanta umilta''. Quella vera, quella con cui si e'' disposti a soffrire attimo per attimo e partita per partita pur di arrivare dove sappiamo".
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