Eurosport - mer, 28 mag 18:02:00 2008
Molte sorprese, alcune conferme ma anche tante delusioni. Ecco la nostra lista 'europea' dei Top e dei Flop di mercato al termine di questa intensissima stagione. Esprimi le tue preferenze, e le tue opinioni, sul nostro FORUM
I TOP 10
1. Luca Toni: la stagione dell'attaccante italiano merita pochi commenti perché le cifre parlano da sole. Sono 39 i gol totali nel suo primo anno al Bayern: il bomber modenese ha vinto la classifica cannonieri in Bundesliga (24) e in Coppa Uefa (10) portando a casa tre trofei. E dire che è costato 11 milioni..
2. Fernando Torres: il Liverpool ha chiuso la stagione a secco di trionfi, ma l'impatto del Niño ad Anfield è stato devastante. Il fuoriclasse ex Atletico, pagato la bellezza di 36 milioni di euro lo scorso agosto, ha realizzato 24 reti in 33 gare di Premier diventando un beniamino della Kop, mentre i 6 gol europei hanno griffato il cammino dei Reds fino alle semifinali di Champions.
3. Antonio Cassano: il talento di questo ragazzo barese è da invidia pura e la grande stagione doriana passa inevitabilmente dalle magie del numero 99: 10 gol in 22 partite di Serie A per dimenticare Madrid e ritrovare la maglia azzurra, anche se qualche spruzzatina di pazzia scivola ancora tra un colpo di tacco e l'altro.
4. Giuseppe Rossi: insieme a Toni è il simbolo dell'Italia che vince all'estero. Il Villarreal, infatti, si gode l'esplosione di questo ragazzo classe '87, pagato circa 10 milioni di euro: il Sottomarino Giallo ha conquistato la Champions costringendo il Barça ai preliminari, il Parma è retrocesso, bastano questi due indizi per un posto alla base del podio.
5. Carlos Tevez: l'argentino rappresenta il tassello decisivo che ha portato il Manchester United di Ferguson ad allargare il suo dominio dall'Inghilterra all'Europa: un fenomeno di tecnica e generosità che si può sintetizzare nell'immagine del gol di testa in tuffo nel quarto di ritorno contro la Roma, una delle reti più belle dell'intera Champions League.
6. Juan: la Roma prosegue nel suo dualismo infinito con l'Inter e riesce a farlo, pur con un budget inferiore, grazie ad acquisti di giocatori come Juan: il difensore brasiliano ex Leverkusen è stato pagato poco più di 6 milioni di euro, un prezzo contenuto se consideriamo che ora la coppia difensiva formata con Mexes è una delle più forti d'Europa.
7. Pato: nel dramma rossonero rappresentato dalla mancata qualificazione alla Champions, il Papero è una delle poche note positive. Dopo un impatto sfavillante è arrivata anche qualche battuta a vuoto, ma 9 gol in 18 partite di Serie A sono un bottino semplicemente magnifico per un 18enne.
8. Daniel Güiza: l'attaccante del Maiorca si è laureato "Pichichi" della Liga con 27 gol, nessuno dei quali realizzato dal dischetto; basta questo dato per mettere in evidenza la stagione spettacolare del bomber di Cadice, ora destinato a palcoscenici di prestigio.
9. Ezequiel Lavezzi: il San Paolo si è innamorato del "Pocho" a prima vista, apprezzandone velocità, grinta e capacità realizzative; il numero 7 azzurro, pagato circa 6 milioni, ha segnato 11 gol stagionali spingendo il Napoli fino all'Intertoto, un traguardo fantastico alla prima stagione in Serie A.
10. Roque Santa Cruz: il bomber paraguayano al Bayern non aveva mai trovato lo spazio sufficiente per mettere in mostra le sue caratteristiche offensive; passato al Blackburn per pochi spiccioli, il 26enne di Asuncion ha ripagato la fiducia di Mark Hughes con 23 gol stagionali.
I FLOP 10
1. Tiago: la Juventus ha pagato 13 milioni di euro per acquistare il regista portoghese dal Lione, ma Blanc sta ancora cercando di scoprirne le qualità. I piedi buoni non bastano se la rapidità e l'intensità non sono da Juve: un gol in Coppa Italia il suo "bottino" nel primo (unico?) anno italiano.
2. Thierry Henry: arrivato in Catalogna come un re, doveva essere l'uomo per rilancio del Barcellona dei "Cuatro Fantasticos"; è stato invece protagonista di una stagione assolutamente deludente che si è chiusa con tanta panchina, senza trofei e con il fardello dei prossimi preliminari di Champions.
3. Florent Malouda: giunto a Londra per rimpiazzare Robben, è riuscito invece nell'impresa di farlo rimpiangere; l'ala transalpina, come accaduto a Tiago, non ha messo in mostra le sue qualità lontano da Lione: i 20 milioni pagati per il suo cartellino da Abramovich ora sembrano davvero troppi.
4. Emerson: il Milan sperava di poter avere dal Puma un apporto di grande sostanza a centrocampo, ma in realtà l'unico risultato dell'acquisto del mediano brasiliano è stato rappresentato dalla sfortuna che ironicamente i tifosi avversari hanno legato al suo nome e che in questa stagione ha preso di mira proprio i rossoneri.
5. Maniche: emblema delle incomprensioni che hanno caratterizzato il rapporto tra Mancini e la dirigenza nerazzurra; il tecnico a gennaio voleva Barone, ma la società non ritenne che il centrocampista granata fosse "da Inter" preferendogli invece Maniche, utilizzato poi con il contagocce in un finale di stagione allo sbando.
6. José Ernesto Sosa: anche nel Bayern del ritorno ai trionfi c'è un volto corrucciato, è quello dell'argentino ex Estudiantes, irrimediabilmente il peggiore in campo quando Hitzfeld ha cercato di buttarlo nella mischia; le qualità tecniche non bastano quando manca il carattere.
7. Darren Bent: un attaccante pagato più di 20 milioni di euro non può segnare solamente contro le squadre modeste o quando il risultato è già acquisito; Juande Ramos ha cercato di recuperarlo nel finale di stagione regalandogli tanti minuti, ma l'ex bomber del Charlton a White Hart Lane è diventato l'ombra di sé stesso.
8. Rolando Bianchi: dopo i tanti gol che avevano esaltato Reggio Calabria, Eriksson si è affidato a lui per lanciare il progetto Manchester City; la parentesi inglese è durata solo qualche mese, giusto in tempo per accettare l'idea del cattivo ambientamento e poi ripiegare su un'altra squadra biancazzurra, la Lazio, per un'altra metà di stagione altrettanto negativa.
9. Royston Drenthe: la scorsa estate il laterale olandese aveva minacciato i dirigenti del Feyenoord dicendo che li avrebbe portati in tribunale se non l'avessero lasciato andare al Real Madrid; forse invece avrebbe fatto meglio a rimanere in Olanda perché nella rosa delle Merengues ha trovato veramente poco spazio.
10. Fredrik Ljungberg: dopo 9 stagioni all'Arsenal, il centrocampista svedese ha deciso di cambiare club rimanendo però a Londra: il West Ham ha completato una stagione positiva, ma Ljungberg (come gli altri nuovi acquisti Bellamy e Dyer) ha passato gran parte dell'anno in tribuna a causa di una lunga serie di problemi fisici.