Rai-Mediaset, intesa per i diritti tv a metà
La Lega incontra le emittenti: c'è una svolta per la fascia serale
La sfida sui diritti tv per il calcio non a pagamento conoscerà oggi la svolta più delicata. Il rumore del black-out sui gol in chiaro della prima tappa di campionato ha preso in ostaggio la politica e non solo sportiva. Questo pomeriggio alle 17 e 30, negli uffici di Viale Mazzini, Lega Calcio e Rai apriranno un nuovo tavolo di trattativa con l’obbligo di dare risposte: il tempo è scaduto, sabato Udinese e Palermo apriranno la stagione nell’anticipo delle 18. Cosa può accadere perché i giochi si riaprano dopo la chiusura di 48 ore fa? La Confindustria del pallone si è ormai convinta come il mercato televisivo non possa più sopportare richieste per il calcio in chiaro a cifre vicine a quelle dell’ultimo triennio. Una convinzione già maturata all’apertura delle buste e davanti all’offerta della Rai di 30,6 milioni di euro: i gran capi dei club di A e B sono saliti sull’Aventino scendendo, però, ad una richiesta inferiore di circa 20 milioni di euro rispetto ai 70 iniziali a stagione per i prossimi due campionati. Può bastare? Il pallone avvelenato dal corto circuito arriverà sul tavolo dell’incontro Rai-Lega pronto a rimbalzare, domani, su quello in agenda fra la stessa Lega e Mediaset (ci sarà anche Sportitalia, di cui non è escluso un coinvolgimento). Sullo sfondo, comincia ad intravvedersi la soluzione, ancora in salita, ma non più avvolta dalla nebbia. Rai e Mediaset dovrebbero acquistare non più in esclusiva la fascia dalle 22 e 30 a mezzanotte in modo tale da poter mandare in onda sia la Domenica Sportiva sia Controcampo (Rete4), la Coppa Italia rimarrebbe per il momento non assegnata mentre il pomeriggio dei gol in chiaro andrebbe a Viale Mazzini. Le cifre? La Lega incasserebbe circa 12 milioni di euro per i diritti della seconda serata dalle due emittenti in parti pressoché uguali, altri 23,5 arriverebbero dalla Rai per Novantesimo minuto e per le immagini della B e, infine, due milioni di euro circa sarebbe l’investimento di Viale Mazzini per Tutto il calcio minuto per minuto. Tradotto: sul piatto finirebbe una somma vicina ai 40 milioni di euro, sforzo che la Lega Calcio non potrebbe trascurare. Il black-out annunciato sulla prima giornata di campionato appare meno forte. La soluzione è ancora un rompicapo, ma, in campo, c’è la volontà di non oscurare la domenica del pallone anche se il tempo per trovare un’intesa è ridottissimo. Da Montecarlo, dove ha presentato le novità per la stagione ormai alle porte, l’ad di Sky Italia, Tom Mockridge, fa il tifo per la Rai. «Quello che possiamo augurarci è che il calcio in chiaro continui a vivere», ha detto, ribadendo con i numeri quella che è la filosofia della tv a pagamento sul satellite. «Il nostro obiettivo - così Mockridge - è quello di portare Sky dentro le case del 50 per cento delle famiglie. I nostri ascolti sono aumentati di cinque volte rispetto al primo anno, nel solo 2007 abbiamo investito 2 miliardi e 300 milioni di euro. Con la diminuzione degli investimenti è difficile che un prodotto possa aumentare di valore». Un segnale alla concorrenza? Vicina alla soluzione, intanto, il caso-B: per questa mattina sono attese le offerte di Sky e Conto Tv non inconciliabili fra loro. Si va verso la fumata bianca.
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