L''anno scorso la trasferta del Barbera consegno'' virtualmente nelle mani dell''Inter un tricolare mai in discussione. Quest''anno ne mina, seppur in minima misura, le certezze ormai consolidate.
La corazzata di Mancini, impressionante per la mole di gioco prodotta e per la sicurezza messa in campo nell''arco di tutti e novanta i minuti di gioco, si e'' fatta infatti fermare sullo 0-0 da un Palermo coriaceo e ben disposto in campo da Colantuono. Ma a preocuppare il tecnico nerazzurro non e'' sicuramente il punto racimolato in Sicilia. Certo i guizzi di Suazo, la traversa centrata nel finale da Chivu e le magie di un Ibra, piu'' che mai trascinatore, avrebbero meritato ben altro premio. Eppure il calcio e'' cosi'' e l''Inter, che nel finale ha anche rischiato la clamorosa beffa su un''incursione di Diana, si riscopre un po'' meno cinica del solito ed anche un pizzico piu'' sfortunata. Al Barbera pero'' solo la Roma ha portato a casa l''intera posta in palio ed il pari non puo'' essere certamente considerato un passo falso in casa nerazzurra.
A preoccupare un Mancini, sempre saldamente al comando della classifica (21 punti dopo 9 gare, proprio come l''anno scorso) anche se con tre sole lunghezze di vantaggio sulla Roma vittoriosa a Milano, e'' invece l''infermeria. Dopo Vieira, uscito malcono dalla sfida di Chmpions col CSKA per un problema muscolare e che ne avra'' per almeno due mesi, contro il Palermo sono arrivati i ko di Stankovic (sospetta frattura al perone) e Julio Cesar. Fa effetto parlare di emergenza quando si dispone di una rosa infinita come quella nerazzurra, ma il Mancio si ritrovera'' in una fase cruciale della stagione con i soli Cambiasso e Dacourt (piu'' il giovanissimo Pele'')centrali di centrocampo. La mente vola inevitabilmente alla sfida dell''anno scorso col Valencia. Al Mestalla l''Inter si presento'' con Burdisso sulla linea mediana. Tutti ricordano come ando'' a finire: addio all''Europa ed ai sogni di gloria. Quella di quest''anno sembra essere tutta un''altra squadra, che gioca a memoria e che, soprattutto, ha ben altra convinzione nei propri mezzi. I tifosi nerazzurri possono comunque fare i debiti scongiuri.
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