Eurosport - mer, 28 nov 20:14:00 2007
I giallorossi hanno conquistato la qualificazione agli ottavi di Champions con un turno d'anticipo e si preparano ad impaurire le grandi d'Europa nel prossimo sorteggio del 21 dicembre
Brividi sì, alla fine però solo di freddo. Nel gelo di Kiev la Roma conquista gli ottavi di Champions. Come un anno fa, anzi meglio di un anno fa. Stavolta la qualificazione arriva con 90' d'anticipo, quasi in scioltezza. Merito di una squadra che, in Ucraina, supera l'ennesimo esame di maturità. Lì dove 3 anni fa un'armata brancaleone in giallorosso usciva dal retro di una Champions iniziata a colpi di monetine e finita in pernacchie.
Una qualificazione serena, in scioltezza, quasi scontata. E non lo era. E' in questo il salto di qualità della Roma. Merito di tutti: società, staff tecnico, giocatori. Oggi la Roma non è più dipendente dai singoli. Un anno fa perdeva a Donetsk perché le mancavano Tonetto e Chivu. Oggi passeggia sulle macerie della Dinamo giocando il suo calcio anche senza Totti, Mancini, Mexes, Perrotta e Aquilani, praticamente la spina dorsale della squadra.
Merito dei nuovi? Anche, ma non solo. E' vero che Giuly, dopo un mese di flessione, sembra tornato quello di settembre - una mosca atomica con tempi d'inserimento secondi solo a Perrotta - ma è anche vero che, a Kiev, i meno brillanti sono stati proprio due nuovi: Esposito e Juan. Col brasiliano che ha commesso il primo errore da romanista, dopo 14 gare. Segno che anche lui è umano.
Il 3-0 del primo tempo è figlio per nove undicesimi della squadra dell'anno scorso. Sono loro, gli ex comprimari, i veri protagonisti a Kiev. Quelli che 12 mesi fa balbettavano fra campo e panchina e che oggi invece guidano il coro di Spalletti.
In questo momento, Vucinic sta alla Roma come Ibrahimovic all'Inter. Oggi, forse, è una provocazione. Domani questa proporzione, parola di Rosella Sensi, potrebbe far difetto al montenegrino.
Marco Cassetti è l'altra scommessa vinta. L'ex vice Panucci è diventato un terzino completo. Destro e sinistro, prezioso sia nelle chiusure che negli assist: attento, calmo, lucido, in ogni situazione. Uno da preservare per gli ottavi.
Perché la Roma di oggi è attenta a ogni particolare, proprio come fanno le grandi squadre. Ha sognato il primo posto del girone fino agli spogliatoi, fino al gol di Cristiano Rolando. Per poi godersi comunque il secondo biglietto consecutivo per l'Europa dei grandissimi. Nel sorteggio del 21 dicembre, l'urna delle seconde avrà dentro una pallina un po' più grande delle altre. E i brividi, stavolta, non saranno certo di questa Roma.
Daniele Caiola / Eurosport