Serie A - Lippi "Con Conte, Juve da scudetto"

lun, 28 nov 10:28:00 2011

L'ex ct azzurro vede i bianconeri favoriti per il tricolore "Antonio è un trascinatore sta trasmettendo juventinità e grinta alla squadra e con due grandi giocatori come Buffon e Conte fa paura. Il Milan? E' in crescita. La Roma? Mi piace la fermezza della nuova società. Non allenerò più in Italia"

2002-2003 Serie A Juventus Lippi Conte - 0

"Il temperamento di Conte è tutto suo, lo era anche da calciatore. Era un trascinatore durante la settimana e sta trasmettendo juventinità ai suoi giocatori" L'ex ct azzurro Marcello Lippi, intervenuto a Radio Anch'io lo Sport su Radiouno, elogia il tecnico bianconero che vincendo a Napoli potrebbe portare la Juve a 4 punti dal Milan. "La Juve non è solo grinta ma anche organizzazione di gioco e quella viene dal campo - continua - Questa Juve è molto tosta, da sempre è stata una delle caratteristiche. Chi poteva diventare allenatore della mia Juve? Per esempio Vialli, che ha cominciato e poi ha smesso un po' troppo presto, si sente realizzato in questo ruolo, ma aspettando troppo una squadra ha rinunciato troppo presto a farlo".

Lippi si sofferma sulla principale avversaria dei bianconeri, il Milan: "I rossoneri hanno caratteristiche diverse, stanno giocando molto bene nelle ultime domeniche. Si sono inseriti molto bene Aquilani e Nocerino e hanno alzato la qualità tecnica della squadra. Milan e Inter hanno sofferto all'inizio il fatto di avere avuto i sudamericani in Coppa America. A me la Lazio piace molto, è stata costruita una squadra completa in tutti i reparti. L'Udinese ha tre fuoriclasse, uno in panchina, uno in società e uno in campo. Sul Napoli mi sono permesso simpaticamente di rimproverare che non si fanno mai certe scelte ad inizio stagione (puntare sulla Champions, ndr). La mia esperienza alla Juve mi ha insegnato che se vuoi vincere qualche cosa devi puntare a vincere tutto".

Su Pirlo e Buffon dice: "Sono stati i due fuoriclasse che avevo in nazionale e non li ho potuti avere a disposizione per i mondiali". Sul suo futuro ribadisce: "Mi stanno chiamando delle squadre, anche italiane, ma io qui non lo voglio più fare l'allenatore, preferisco l’estero e una nazionale. Un mio ritorno dopo gli europei per le qualificazioni ai mondiali del Brasile? Sarebbe una buona soluzione. Perché non in Italia? Perché ho già fatto quello che dovevo qui, ho allenato Juve, Inter, ho avuto 5-6 anni fa la possibilità di andare anche al Milan".

Lippi elogia il progetto Roma e la scelta di Luis Enrique: "Una cosa delle cose più belle che si è vista è stata la serietà della nuova società della Roma, che ha cambiato tutto e la coerenza è rappresentata dalla difesa che stanno facendo del proprio allenatore. E la dimostrazione si è vista ieri con i provvedimenti presi dopo l'episodio grave (la lite fra Osvaldo e Lamela) avvenuto negli spogliatoi”.

Toccando l'argomento nazionale Lippi torna a spiegare la sua esclusione di Balotelli agli ultimi mondiali: "Mi sono testimoni Abete e le persone che lavoravano con me. Quando lavoravo per il Sudafrica ho sempre detto a loro che Balotelli sarebbe stato il punto fermo per una nuova squadra dopo la ricostruzione, ma in quel momento non era determinante neppure per l'Under 21 e non mi sembrava giusto portarlo in nazionale perche' credo che la maglia azzurra debba essere un premio verso chi lo deve meritare. La nazionale di Prandelli? A me piace perché rivedo un bello spirito e mi sembra di rivedere la mia, prima di Germania 2006, lo stesso spirito, la stessa voglia, gioca bene, ha caratteristiche per fare un certo tipo di gioco".

Eurosport

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