Omicidio volontario. Chiuse le indagini preliminari, la Procura della Repubblica di Arezzo ha confermato il capo di accusa per Luigi Spaccarotella, il poliziotto colpevole di aver esploso il colpo di pistola che ha ucciso il giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, l'11 novembre scorso in un autogrill vicino ad Arezzo. L'avviso è stato firmato mercoledi mattina dal procuratore capo di Arezzo Ennio di Cicco e dal suo sostituto Giuseppe Ledda, circa 10 minuti dopo l'ultimo interrogatorio dell'agente che, ancora una volta, ha negato di aver preso la mira per sparare, ribadendo la propria versione sull'accaduto.
Soddisfatto dell'imputazione il fratello di Gabriele, Cristiano Sandri: "L'accusa non poteva che essere quella di omicidio volontario. Forse i magistrati si sono anche indispettiti per quello che Spaccarotella si è ostinato a dichiarare sin dall'inizio. È stato fatto un piccolo passo avanti verso la giustizia. Presto presenteremo anche noi la perizia balistica sulla sparatoria, per la quale ci siamo avvalsi di consulenti stranieri e che si andrà ad aggiungere a quella fornita al Pm. Da entrambe è emerso che il proiettile ha solo i segni del vetro della macchina e della catenina di Gabriele".
Contro il poliziotto, oltre alle perizie balistiche, ci sono anche le testimonianze oculari: "Il colpo è stato orizzontale e, anche ipotizzando eventuali deviazioni - ha continuato il fratello della vittima - i testimoni hanno parlato di braccia tese che miravano in direzione della macchina. Ci tengo anche a dire che mi sembra quantomeno strano che i colleghi di Spaccarotella, che hanno assistito al tutto, non abbiamo visto nulla di quanto accaduto. Comunque non possiamo saperne niente, perchè non abbiamo accesso agli atti".
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