Serie B - Cassano da Nazionale: Parma-Piacenza 1-1

Eurosport - dom, 29 mar 17:32:00 2009

Apre Budel, pareggia Graffiedi: ma il protagonista assoluto nel derby del Ducato è il portiere ospite, che salva il risultato in almeno quattro occasioni

FOOTBALL 2008-09 Serie B Piacenza Mario Cassano - 0

Il derby del Ducato propone come sempre incroci gustosi. Il Piacenza arriva al Tardini spinto da una rimonta in campionato guidata da Stefano Pioli, tecnico parmigiano che proprio con i gialloblù ha rimediato l'ultimo esonero in carriera, il primo del presidente Ghirardi. I crociati, invece, schierano Paloschi al centro dell'attacco. L'erede di quel Pippo Inzaghi che a Piacenza ha iniziato a costruire la propria carriera ed è in tribuna per l'occasione.

Guidolin conferma il 3-5-2 che ha sbancato Trieste, con le novità di Troest al posto dell'infortunato Falcone, di Lunardini al posto del nazionale Mariga (comunque ritornato in tempo per sedersi in panchina) e il rientro di Castellini sulla fascia mancina. Pioli opta per il 4-3-1-2 ma deve fare a meno dei nazionali Grippo e soprattutto Nainggolan, in aggiunta agli infortunati Anaclerio, Rickler, Tulli e Wolf. Si punta forte sulla verve del trequartista Guzman e la potenza di Moscardelli. Nel pre-partita i tifosi di casa salutano con uno striscione il supporter scomparso un anno fa per una tragedia prima di Juventus-Parma: "Tutta l'Italia vicino si è stretta. Parma ha perso un figlio, Genova un fratello...ciao Bagna".

Tutto il resto è derby e pioggia. Il diluvio che si abbatte sul terreno in pessime condizioni del Tardini pone la sfida sul piano della battaglia, più che sui colpi di fino. La squadra di Pioli sembra avere gli ingredienti giusti per mettere in difficoltà i padroni di casa. Al 3' Passoni scalda le mani a Pavarini con un tiro da fuori al termine di un'azione creata da Ferraro e Moscardelli, mentre al 14' Guzman impegna seriamente l'estremo difensore avversario con un sinistro alla Recoba. Il Piacenza parte bene e pare potersi rendere più pericoloso dalla trequarti in avanti rispetto alla squadra di Guidolin. Ma il Parma conferma ancora una volta di essere più una squadra da spada che da fioretto. E, così, quando il campo allentato inizia a fare sentire tutta la propria pesantezza sulle gambe dei giocatori, i gialloblù gettano nella mischia tutta la loro aggressività, trascinati dalla grinta di Morrone e dal moto perpetuo di Vantaggiato e Paloschi.

Dal quarto d'ora in avanti si assiste quindi a un progressivo aumento del pressing gialloblù. Al 21' Lunardini manda alto da fuori dopo le proteste per un mani di Zammuto in area (non era penalty, la palla tocca prima la coscia del difensore piacentino). Al 23', invece, Budel fallisce la più clamorosa delle conclusioni spedendo a lato un tiro dall'area piccola su assist di Castellini. Lo stesso terzino al 25' lascia partire un missile dai 30 metri. Cassano fa una gran parata ed è corner, sugli sviluppi del quale Budel riesce a farsi perdonare insaccando con un preciso sinistro sotto l'incrocio alla sinistra del portiere del Piacenza.

Il Parma sale momentaneamente in testa alla classifica e dà l'impressione di poter chiudere il match. Al 35' però Cassano dice no, con un grande intervento d'istinto su Troest, che aveva calciato da un passo. Ci prova anche Paloschi, ma l'intervallo arriva in fretta. La ripresa, poi, inizia tutta al contrario rispetto al primo tempo. Merito di Pioli, che opera un doppio cambio tirando fuori Ferraro e Guzman e inserendo Volpato e Graffiedi. Il modulo diventa un 4-3-3, che ci mette un po' a carburare ma intorno al 60' comincia a dar frutto. Graffiedi si conquista un corner con il primo tiro della ripresa e al 61' va in rete. Moscardelli scappa sulla destra con un tunnel ai danni di Castellini seguito da un cross al bacio di esterno sinistro. Palla morbida morbida per Graffiedi che, solo nel cuore dell'area, batte Pavarini con un bel colpo di testa. Gol bellissimo che tramortisce il Parma.

Al 64' Volpato sfiora il raddoppio con un colpo di testa in tuffo che impegna duramente l'estremo difensore di casa. Guidolin capisce che è indispensabile cambiare qualcosa e prima mette Mariga per Budel (67'), poi Cristiano Lucarelli per Lunardini (73'), passando a uno spregiudicato 3-4-3. Si va alle battute finali. Il Parma, che ha sonnecchiato sino al 70', si desta d'improvviso e mette all'angolo il Piacenza. Peccato che non abbia fatto i conti con Mario Cassano. Il portiere ospite diventa infatti il vero protagonista del match, facendo seguire ai due grandi interventi su Castellini e Troest della prima frazione una serie incredibile di prodezze. Al 74' fa un doppio miracolo prima su Castellini e poi su Vantaggiato, subito dopo che il Parma aveva protestato per un tocco di mano di Zammuto su tiro di Paloschi. All'82' Cassano dice no a Paci grazie a un colpo di reni felino, all'87' respinge con l'aiuto della traversa su una girata alla Inzaghi di Paloschi mentre all'ultimo secondo completa il capolavoro salvando sulla linea un'incornata di Cristiano Lucarelli.

Di Cassano da Nazionale non c'è soltanto Antonio. Il Parma deve accettarlo e perde così l'occasione di mettere pressione al Bari. I punti dei crociati divengono 59, la distanza dal Livorno terzo resta invariata (+5) grazie al pareggio dei labronici a Brescia. Che sia un'occasione persa, anche in vista del prossimo match al San Nicola, è facilo intuirlo. Tutto merito di un ex come Pioli, che ha ribaltato la partita con due mosse, e a un portiere in stato di grazia come Cassano. Grazie a lui il Piacenza sale a 44 punti e sente ormai il profumo della salvezza.

Eurosport

Commenti 1 - 2 di 2

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  1. IL VERO CASSANO DA CONVOCARE E' QUELLO DEL BARI

    Da azetium64, il dom 29 mar 18:18
  2. Non convoca cassano della samp e deve convocare a sto­ qua...

    Da Silvietto, il dom 29 mar 17:18
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