Eurosport - mar, 29 apr 13:40:00 2008
"Un voto alla mia campagna nelle Ardenne? Dieci se riferito ad Amstel Gold Race e Freccia Vallone. Dalla Liegi-Bastogne-Liegi mi aspettavo di più ma guardo avanti: ora mi riposo e penso al Tour". Conclusa la spedizione in Olanda e Belgio, Damiano Cunego, assente di spicco al Giro, vuole recuperare energie per l'obiettivo di luglio.
"Il percorso della Liegi è stato davvero reso più difficile. Al di là del mio cedimento nel finale ho potuto osservare i sicuri protagonisti del Tour: Valverde, Evans, i fratelli Schleck li ritroverò sulle strade francesi decisi a fare risultato - ha proseguito il vincitore dell'Amstel 2008 - Mi spiace per l'esclusione di Alberto Contador: non si lascia a casa il vincitore dell'ultima edizione della Grande Boucle e poi lo spagnolo dell'Astana ha doti da grande corridore".
Sulla sua dimensione di atleta, a fronte di un dibattito che lo vede più pronosticabile ora per le corse di un giorno nonostante un Giro vinto quattro anni fa, il leader della Lampre non si scompone: "Vinco le classiche ma ho dimostrato che il mio rendimento nelle corse a tappe rimane valido. A 26 anni, sono certo di poter ambire a conquistare altre gare della durata di tre settimane".
"Mi confortano i miglioramenti a cronometro: il gap da uno specialista come Cadel Evans nella crono conclusiva del Giro dei Paesi Baschi si è ridotto e il Tour di quest'anno è più favorevole agli scalatori che ai cronoman", ha aggiunto Cunego. Il tracciato della corsa rosa è invece stato disegnato con troppi chilometri contro le lancette secondo il corridore veronese, vincitore di due Giri di Lombardia: "Indubbiamente sarà meno adatto a chi si arrampica meglio in salita. Il Tour mi consentirà di far bene alle Olimpiadi di Pechino, appuntamento che non voglio mancare unitamente al mondiale di Varese a fine settembre".
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