Luca Marin e` uno che ha le idee chiare. Per l’Olimpiade di Pechino, e` la sua seconda volta ai Giochi dopo Atene 2004, pensa soprattutto alla finale, poi una volta raggiunta comincera` a pensare a qualcosa di piu` importante: a una medaglia. Il siciliano sa che davanti a lui c’e` ‘un extraterrestre’, Laszlo Cseh, ma provare a vincere non costa nulla. In Cina Marin avra` anche l’occasione di non essere solo il signor Pellegrini e quindi di far parlare di se` anche come sportivo e non come uomo gossip, visto la sua vecchia storia d’amore con Laure Manaudou e quella attuale con Federica Pellegrini, primatista mondiale nei 400 stile libero. Per ora e` in Sierra Nevada, desideroso di recuperare terreno, perche` come rivela a Datasport ‘io sono abituato a fare una gara all’anno, ed e` meglio aver toppato l’Europeo e far bene l’Olimpiade’, perche` lui a Pechino non vuole fare la comparsa, ma essere uno dei protagonisti. E puo` esserlo.
Agli europei di Eindhoven e agli Assoluti di Livorno non hai fatto il tempo nei 400 stile misto (4’16’’16), la tua specialita`. In vista di Pechino sembra tu abbia del terreno da recuperare. Come ti stai allenando?
‘Mi sono rimesso sotto duramente gia` da due settimane, da quando abbiamo ripreso dopo i campionati italiani. L’obiettivo era, visto le condizioni in acqua, fare il tempo e in entrambe le occasioni non l’ho fatto per mezzo secondo. Adesso spero di farlo a giugno, abbiamo le gare ‘Sette Colli’ a Roma. Non ci dovrebbero esseri problemi anche se non lo facessi il tempo per andare a Pechino, ma preferisco farlo anche per una questione di orgoglio e per una questione personale’.
Per te sara` la seconda Olimpiade dopo quella di Atene nel 2004. Arrivi alla rassegna di Pechino piu` maturo e con meno pressione addosso o invece pensi che sei ‘condannato’ a far bene?
‘Sicuramente arrivo piu` maturo del 2004. Sono passati quattro anni e sono cresciuto sia fisicamente sia mentalmente. Far bene e` un traguardo che vorrei. Bisogna vedere lo stato di forma con cui arrivero` li` e lo stato di forma che avranno gli altri. Ci sono le gare al mattino, per qualcuno cambiera` qualcosa, per altri meno’.
Che problemi hai avuto agli Europei e agli Assoluti?
‘Ho parlato con il mio allenatore e ha detto che ho nuotato poco. Io sono dell’idea che non ho scaricato abbastanza il lavoro fatto quest’anno. Non era quella la gara che contava. Io sono abituato a fare una gara all’anno ed e` meglio aver toppato questa e far bene la prossima. Qualunque sia stato il motivo, fa nulla: ormai e` andata cosi`’.
A Pechino cosa ti aspetti da te stesso?
‘Mi aspetto come prima cosa la finale perche` quattro anni fa purtroppo sono arrivato decimo per otto centesimi e non ho fatto la finale: mi e` dispiaciuto tanto. Pensavo di poterla tranquillamente fare, avevo fatto comunque un tempo che non avevo mai fatto, ma poi avevo avuto un intoppo con cuffie e occhialini, era successo un po’ di tutto. Ora parto a gradi e l’obiettivo primario e` la finale, poi vedremo’.
Dopo gli Europei in vasca corta di Helsinki del 2006 pensi di poter battere Laszlo Cseh, il tuo rivale in vasca ?
‘L’ho battuto pure l’anno scorso a Melbourne nella scala a 50. Alla fine negli appuntamenti importanti ho sempre fatto meglio di lui. Ora non mi interessa che lui abbia fatto 4’09’’, l’ho fatto anche io l’anno scorso. So di poter fare ancora meglio e spero di poterlo fare all’Olimpiade’.
Quanto potrebbe valere per te un successo olimpico?
‘Personalmente un successo olimpico e` abbastanza tosto. Davanti c’e` un extraterrestre che in questa gara sembra irraggiungibile. Riuscirlo a batterlo sarebbe una grande soddisfazione per me stesso. Non e` un obiettivo che mi pongo per adesso. Io lavoro per fare il meglio possibile all’Olimpiade e portare a casa di qualcosa importante’.
Marin-Manaudou, Marin-Pellegrini: non hai paura di diventare uomo gossip del nuoto?
‘Forse lo sono gia`, e` questo il problema. I giornalisti, mi dispiace dirlo, godono su questo e campano di questo e ci sono giornali che fanno questo lavoro qua. La colpa sicuramente non e` mia, non sono io che cerco di andare sui giornali per le mie storie d’amore. Sono i giornali che cercano me: prima ero con la Manaudou che era campionessa del Mondo, ora con la Pellegrini che ora e` la rivale, ora e` la primatista del mondo. Di sicuro non e` colpa mia se esco sui giornali per questo’.
Segui un rito scaramantico prima di ogni gara?
‘Uno si. E’ un gesto che faccio sempre prima di ogni gara’.
Un pronostico per la squadra azzurra?
‘Secondo me possiamo fare molto bene. Adesso con questa storia dei costumi, sembra che chi indossi Speedo sia imbattibile. Ora il mio sponsor ‘Arena’ sta lavorando per metterci alla pari degli avversari. Questo fattore del costume Speedo ha rivoluzionato un po’ il mondo del nuoto. In meno di un mese hanno fatto quasi 30 record del mondo ed e` una cosa allucinante. Secondo me, comunque, l’Italia puo` far bene. Ci sono atleti abbastanza bravi. Ci sono atleti che possono ambire anche al podio’.
Dopo gli europei olandesi si e` parlato molto del nuovo costume della Speedo. Pensi anche tu che possa essere un vantaggio per chi lo indossa?
‘Alla fine ognuno ha il suo. Quello della Speedo puo` avvantaggiare qualcosa, ma non penso in modo cosi` come viene descritto adesso. Io non l’ho provato, l’ho provero` e poi sapro` dire. So solo che il mio marchio sta lavorando sul nuovo costume per garantire la parita` tra i due’.
Caso Tibet, cosa pensi sull’idea di boicottare i Giochi?
‘Non sono sicuramente gli atleti che devono affrontare questo argomento o boicottare i Giochi. Se vogliono lo facciano i dirigenti. Noi viviamo e lavoriamo per un’Olimpiade, quindi non penso sia giusto farlo arrivati anche a tre mesi dall’evento. Se me lo avessero chiesto un anno fa avrei risposto ‘Non lo so manca un anno, ne riparleremo’, ma a tre mesi la cosa non e` assolutamente fattibile’.
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