Eurosport - ven, 29 mag 16:35:00 2009
Tatuaggi su tutto il corpo, capelli a punta stracarichi di gel, fascetta sulla fronte, calzettoni al ginocchio e sguardo da killer: questo è The Birdman, Chris Andersen, uno dei giocatori più amati di tutta la NBA, e non certo perché abbia una tecnica sopraffina...
Se provate a cercare "Iola" su una cartina del Texas, probabilmente non troverete nulla. Se invece siete molto fortunati, scoprirete un "rettangolo" di case lungo 5 vie e largo 9, disperso da qualche parte nella Grimes County, fra Anderson e Navasota, a un centinaio di miglia da Houston. Questo paese di 350 anime ha solo un motivo per essere ricordato e tenuto in considerazione: è la casa di Chris Andersen, the Birdman.
Il giocatore forse in questo momento più bizzarro di tutta la NBA nasce da Linda Ogle, tenace donna proveniente dalle nebbiose Smoky Mountains intorno a Gatlinburg, nel Tennessee, e da Claus Andersen, immigrato danese dalla parlantina fluente, che Linda conobbe da qualche parte in California, dopo essersi trasferita da adolescente seguendo il padre, arruolatosi in marina. Linda, figlia di un carpentiere e di una cameriera, crebbe come uno spirito libero, cavalcando Harley Davidson e trovando posto nell'esercito, come il padre, in qualità di infermiera e addetta alla mensa. All'età di 10 anni esplose il suo primo colpo di pistola.
Linda fu letteralmente rapita da Claus, dai racconti delle sue avventure e di terre lontane, e in meno di tre mesi divennero marito e moglie: dal matrimonio nacquero tre figli, April, Chris e Tamie, e nel 1982 gli Andersen si spostarono da Long Beach in Texas, dove acquistarono un terreno di 10 acri grazie a un prestito del Texas Veterans Land Board. Claus promise a Linda che le avrebbe costruito una casa, si sarebbe preso cura di lei e dei bambini, coltivando il terreno e allevando il bestiame. Una settimana dopo, Claus sparì.
Rimasta sola con tre bambini, Linda, disoccupata, crollò nella disperazione, e fu necessario l'intervento del fratello, James Ogle, che accorse in aiuto dando fondo alle casse di famiglia per costruire la casa con tanto di canestro in giardino. E fu lì che il piccolo Chris mosse i primi passi verso il mondo del basket, imparando a tirare in quel cesto sbullonato e a saltare scavalcando le recinzioni elettriche utilizzate per raggruppare il bestiame. A scuola Chris provò prima il baseball con scarsissimi risultati, passò dunque al football, dove veniva schierato da wild receiver per la sua grande velocità, ma finì con lo stancarsi dopo solamente due settimane. Alla fine riuscì ad appassionarsi alla pallacanestro e, nelle notti d'inverno, era lui, il ragazzo volante, a riempire la palestra della scuola di Iola.
Sui libri, invece, le cose andavano decisamente peggio: Chris aveva pessimi voti, che gli preclusero la strada verso diverse università prestigiose. Alla fine riuscì a trovare posto al Blinn Junior College, dove rimase per una stagione fatturando 10.7 punti, 7.7 rimbalzi e 4.7 stoppate in poco più di 21 minuti per gara: e fu lì che i suoi palloni scaraventati in tribuna colsero l'attenzione di un allenatore cinese, che gli offrì un contratto con gli Jiangsu Nangang Dragons. "Non mi piaceva l'idea di lavorare - spiega lo stesso Andersen - così accettai". Nel dicembre 2000 Chris partì per Pechino, seguito come un'ombra dalla madre, e i due vissero per 4 mesi e mezzo in un albergo nella capitale cinese. "Provate a immaginare - prosegue il Birdman - un ragazzo praticamente mai uscito dal Texas catapultato nel bel mezzo della Cina. Provate a immaginare...".
In Oriente sviluppò la sua passione per i tatuaggi, ma non rimase a lungo: nel 2001 riuscì a entrare nei Fayetteville Patriots, squadra della neonata NBDL, ma dopo solo due partite venne chiamato in NBA dai Denver Nuggets: fu il primo giocatore a compiere il grande salto dalla lega di sviluppo. Chris rimase in Colorado per tre stagioni, fino al 2004, e si trovò a dover fare i conti con un nemico non considerato: i soldi. La sua economia domestica era disastrosa, e le sue finanze venivano dilapidate fra conti costosissimi, regali alle sue ammiratrici, favori ai vecchi amici e ai membri della posse. Chris entrò in conflitto con la madre, dopo che Linda rimase inorridita alla vista di tanto spreco, ma nell'estate del 2005 le cose sembrarono migliorare quando i New Orleans Hornets, dove era approdato l'anno prima, gli offrirono un quadriennale da 14 milioni di dollari. Il Birdman aveva appena chiuso una stagione da 7.7 punti e 6.1 rimbalzi per partita, cifre non particolarmente esaltanti, ma la dirigenza della franchigia della Louisiana decise di investire in lui perché... con il suo look bizzarro, i suoi capelli stracarichi di gel, i suoi tatuaggi, i suoi voli sopra il ferro e la sua carica energetica infinita vendeva i biglietti, gli abbonamenti ed era diventato una sorta di idolo per i tifosi. Una specie, dunque, di grande macchina di marketing. Ma, appunto, le cose "sembrarono" migliorare...
Chris cadde vittima dell'alcol, delle lunghe feste notturne e, dopo aver interrotto una relazione di lunga data con una fidanzata, sconfinò nella zona off-limits degli stupefacenti: il suo stile di vita senza freni lo portò alla rovina quando, il 25 gennaio 2006, venne sospeso dalla NBA dopo un controllo antidoping. Crollato nella disperazione, Chris ruppe ogni rapporto con la madre (Linda apprese la notizia dalla televisione e i due non si parlarono più per due anni), entrò in clinica e si liberò di tutte le cattive compagnie frequentate fino a quel momento: si allenò a Las Vegas con un fitness coach, Joe Abunassar, e due anni dopo, terminato il periodo di sospensione, la NBA e gli Hornets gli diedero una seconda possibilità.
"Non voglio buttare via quanto di buono ho fatto finora per qualcosa di stupido - le parole del Birdman al suo rientro - ma voglio comunque precisare il fatto che non sono cambiato, sono la stessa persona di sempre, con la differenza che non faccio più le cose che mi hanno portato a rovinarmi con le mie stesse mani. Ora sono molto più intelligente (pausa)... e il mio tiro da tre punti è diventato mortifero".
A New Orleans giocò 5 partite nel finale di stagione, per poi trasferirsi a Denver in estate. E lì, in maglia Nuggets, il Birdman è tornato a volare.
Commenti 8 - 27 di 27
Non sapevo chi fosse quest'uomo, bella storia, avvincente, speriamo non venga smentito il lieto fine.
Splendida scrittura, complimenti!
Vuoi fare amicizia con persone di altri paese o il luogo?
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Poi si può ottenere aiuto e suggerimenti provenienti da tutto il mondo.
Mentre è possibile trovare il vero amore o amicizia lì.
Un grande e basta nn serve la continuità delle statistike l'nba è piena di meteore e campionissimi ma tornare a dei numeri del genere è solo ke da Grandi.. ci stanno alcuni ke dovrebbero drogarsi x fare i sui numeri..Forza birdman..
Un grande
ETICHETTARE O COLPEVOLIZZARE UN GRANDE IDOLO MA ANCORA DI PIU'UN GRANDE LOTTATORE,UN WINNER DELLA VITA E'UNA COSA ORRIBILE,CHE I FIGLI DI PAPA,E LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI,CHE NON CONOSCE PROBLEMI POICHE'VIVONO DI RICCHEZZE DELLE GENERAZIONI PREGRESSE,NELLA TRANQUILLITA'FAMILIARE,NONCHE'NELLA CALMA E DOCILE VITA DALLE SCELTE OVVIE E SENZA LA BENCHE'MINIMA CONOSCENZA DEL SIGNIFICATO DELLA PAROLA"PERDITA",O"RINUNCIA",NON POSSONO PERMETTERSI,E IN VERITA'NESSUNO POTREBBE..MA CERTO,QUANDO SEI SOTTO I RIFLETTORI SEI ESPOSTO A TUTTO,ANCHE E SOPRATUTTO A QUESTO..
1)GRANDE BIRDMAN,LA PERDITA DI UN GENITORE,E LA CONVIVENZA QUOTIDIANA IN UNA SITUAZIONE DI TOTALE INCERTEZZA PER IL FUTURO NON E'FACILE,E ANCHE SE UNA PERSONA CADE IN TENTAZIONI O COMMETTE DEGLI ERRORI,NON IMPORTA DI QUALE PORTATA,L'IMPORTANTE E'USCIRNE FUORI..E SARA'LA VITA A FARNE FARE I CONTI..E MI SEMBRA CHE LUI ABBIA PAGATO IL SUO PREZZO..MI RICONOSCO MOLTO IN LUI,E MI RICORDA ANCORA UNA VOLTA CHE BISOGNA TENER DURO,E CREDERE IN QUELLO CHE SIAMO,PRIMA ANCORA CHE CREDERE NELLE OPPORTUNITA'CHE CI VENGONO CONCESSE
2)GRANDI NUGGETS,PURTROPPO NON HANNO CREDUTO FINO IN FONDO,O MEGLIO REAGITO ALLE SCELTE DI ARBITRAGGIO DELLA LEGA NELLA GIUSTA MANIERA(COSA CHE HANNO FATTO INVECE I MAGIC,MA COME DICEVA UN MIO STIMATO AMICO RECRUITER,LE PERSONE CHE HANNO AVUTO DI MENO NELLA VITA HANNO PIU'PAURA DI FARE ALCUNI PASSI,SONO PIU'CAUTI POICHE'CONOSCONO IL SIGNIFICATO DELLA PERDITA),FORSE COLPA ANCHE DI ECCESSIVA EMOZIONALITA'DA PARTE DEL COACH E QUINDI DEI GIOCATORI,NON DEVONO ACCONTENTARSI DEL RISULTATO DI QUEST ANNO MA ESSERE ARRABBIATI CON SE STESSI E COSTRUIRE UNA MATURITA'DI GIOCO,E SOPRATUTTO DI PLAYOFF PIU'SOLIDA IL PROSSIMO ANNO,E VALE PER OGNI RISERVA E OGNI ELEMENTO DEL TEAM,HANNO UN OTTIMO ORGANICO,PONDERANDO SOPRATUTTO PER LE RISORSE SPESE DALLA DIREZIONE;
IO METTEREI ACCANTO AD OBAMA E SOTOMAYOR THE BIRDMAN..YES WE CAN!!!!!GRANDE SLOGAN,OTTIMO RIMEDIO E INCENTIVO CONTRO UNA CRISI NON ANCORA AL CULMINE..
che bella storia :) !
uppiiiiiiiiii..anke lui ha avuto problemi di droga.....uppi....cm mutu
uppiiiiiiiiii..anke lui ha avuto problemi di droga.....uppi....cm mutu
telemaco guarda che il principio attivo è l'MDMA, a te chi l'ha insegnata la farmacologia, il mago zurlì?
Si ma Birdman era ed è e deve rimanere solo Larry Bird. E il suo tiro se lo sognano ancora.
va a lavorare in miniera @#$% e poi vedrai se sciuperai ancora soldi
Non ha bisogno di droghe. è gia flessciato di suo.................
ENERGIA ALLO STATO PURO...
Vola Vola Birdman!!!!!!!!!!!
vai cunego sei il più forte vai che sullo zoncolan te li mangi cmq bartali è più forte spero che noè si sia risparmiato le energie per la terza settimana
grande birdman...grandi nuggets.... ma in finale ci andranno i lakers.... mitico bryant
sembra la storia di Adriano... solo che lui ne è uscito fuori, adriano ancora lotta per uscirne
metanfetamina principio attivo dell'ecstasy????ma la farmacologia te l'ha insegnata Topo Gigio?????abbi almeno la compiacenza di evitare di dire ste st*?"£?$e!!!!!
Grande Birdman!!!!!
Mitico Birdman!un bianco vestito da nero con la cresta!!!!Hahaha....e come si atteggia!!!!hahahaha!IDOLO!!!una cosa:se non sbaglio l'hanno trovato positivo alla METANFETAMINA cioè il principio attivo dell'ecstasy;più pura e più potente e con meno hang-over.in America va' a manetta come droga e prende il nome di "crunk" o "crunck" o "crank" o "cranck".see ya!!
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