Il rovescio della medaglia - Peccato la Fed Cup non valga uno Slam

Eurosport - ven, 29 mag 17:02:00 2009

Nella seconda puntata della nostra rubrica "Il rovescio della medaglia", ci occupiamo delle tenniste italiane, e in particolare di Francesca Schiavone: irresistibile in maglia azzurra, deludente nei grandi tornei individuali

TENNIS 2009 Francesca Schiavone - 0

L'ennesima impresa di Flavia Pennetta e Francesca Schiavone, colta a fine aprile sulla terra battuta di Castellaneta Marina contro la pluridecorata Russia di capitan Tarpischev, ha confermato le qualità di un gruppo tanto solido quanto vincente, seppur privo di reginette e star da prima pagina.

Un mese più tardi, va in scena il Roland Garros, 'il campionato del mondo su terra battuta', e dopo appena un paio di giornate ci si accorge che delle sette azzurre entrate in tabellone, soltanto una (Tathiana Garbin) è riuscita a superare il 1° turno. Delle nostre eroine di Fed Cup, Schiavone e Pennetta, già non v'è più traccia.

Ora, sarebbe ingeneroso puntare il dito contro le giocatrici italiane e stigmatizzare un risultato deludente, questo si, ma in parte frutto di episodi sfortunati (con un sorteggio più felice, Vinci ed Errani avrebbero potuto superare lo scoglio dell'esordio, così come la Pennetta, se un problema muscolare alla gamba non ne avesse condizionato la preparazione). Anche perché, è bene non scordarlo mai, spesso e volentieri sono state proprio loro a salvare la baracca del nostro tennis, mandata alla deriva nei Major o Masters 1000 dalle magre performance dei loro colleghi maschi.

Nessuna critica, dunque (ci mancherebbe!) soltanto un paio di osservazioni sulla nostra ex n° 1, Francesca Schiavone, che scaturiscono dalla sconfitta al primo turno del Roland Garros. La milanese si è arresa nettamente, 6-4 6-2, di fronte a Samantha Stosur, 25enne tennista australiana ottima doppista, ma da buona Aussie molto più a suo agio sulle superfici veloci, tant'è che in singolare sul rosso di Parigi soltanto una volta ha superato più di due turni in cinque partecipazioni. Francesca perde con la Stosur e in Fed Cup batte la Kuznetsova, dopo aver raccolto in passato altri scalpi illustri, su tutti quello di Amelie Mauresmo. Come possa accadere tutto questo, pare un mistero. Ultimamente la Leonessa ruggisce solo in Fed Cup, probabilmente perché solo nella competizione a squadre riesce a trovare le energie e gli stimoli necessari per esprimersi ad alti livelli.

L'esempio della Schiavone non è un caso isolato, perché nello sport le motivazioni giocano un ruolo fondamentale. Quando si deve vincere per la propria nazione, quando si gioca davanti al pubblico di casa, o, quasi inconsciamente, per altre strane ragioni. Molti tennisti finiscono per 'affezionarsi' a un torneo in particolare, e ogni anno vi fanno ritorno inanellando una lunga serie di successi. Restando nei confini italici, si ricorderà il caso di Silvia Farina, che in carriera conquistò tredici finali vincendo tre volte, tutte a Strasburgo. Flavia Pennetta ama invece la terra rossa di Acapulco (o sarà l'atmosfera vacanziera che si respira nel lussuoso Princess Hotel e nella vicina spiaggia messicana) così tanto che dal 2004 in poi non ha mai fallito l'appuntamento con la finale, alzando il trofeo nel 2005 e nel 2008. Questione di motivazioni, di sensazioni positive.

Quel che è certo, è che le nostre tenniste baratterebbero volentieri una finale di Fed Cup con una di uno Slam, per questioni di prestigio oltre che economiche. Purtroppo, il traguardo è ancora lontano. Intanto godiamoci la Fed Cup, e quando sopraggiungono gli Slam, accontentiamoci di quello che passa il convento. Perché le motivazioni sono importanti, ma da sole non bastano.

Alessandro Dal Lago / Eurosport

Commenti 1 - 4 di 4

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  1. Sono trentanni abbondanti che in Italia non abbiamo un­ campione di tennis o quantomeno uno che vinca qualche­ torneo importante. Se le donne un pò si salvano con la­ Fed Cup, per i maschi è una desolazione completa.­ Parigi è la dimostrazione di un fallimento­ epocale.Anche le più piccole nazioni ( vedi Cipro )­ hanno giocatori importanti.Abbiamo di che vergognarci..

    Da Ennio, il mar 2 giu 10:33
  2. Ragazzi, per favore, abbiamo il coraggio una volta­ tanto di ammettere che molto probabilmente vinceremo­ quest'anno la FedCup solamente perchè molte­ giocatrici di altre nazioni la considerano una­ manifestazione di secondo piano e, o la snobbano del­ tutto (Williams sisters) oppure la giocano sottotono­ (Mauresmo che rimedia figuracce contro le nostre salvo­ poi vincere un torneo la settimana dopo). La Russia­ contro di noi ha schierato le riserve delle riserve,­ ovverossia una Chackvetadze impresentabile e una­ Kuznetsova con la preparazione rivolta verso altri­ obiettivi. Io non credo che Tarpischev abbia fatto­ volontariamente turnover, molto probabilmente Safina e­ Dementieva (una che di fedcup ne ha già vinte­ parecchie, di cui una praticamente da sola) non avevano­ dato la disponibilità. Per chudere con le nostre, a me­ ha sempre fatto ridere sentire definire­ "Leonessa" la Schiavone, una che ha perso­ otto finali WTA su nove, spesso con aversarie­ nettamenet inferiori (es. la Tulyganova).

    Da grabiasca2000, il gio 28 mag 22:47
  3. Rispondo a Filippo. Le motivazioni personali, visto che­ si tratta di uno sport individuale, contano tantissimo.­ E' anche vero che c'e' una netta differenza­ tra fuoriclasse ( chi riesce a stare mesi o anni nei­ top 10 al mondo ) e gente che viene dopo questo­ minigruppo. Nel tennis maschile parlerei addirittura di­ top5!!! Le nostre migliori giocatrici giocando al 100%­ al massimo possono raggiungere le top 20. Non hanno le­ qualita' sia a livello di gioco che di testa per­ restare un anno nelle prime dieci del mondo! cio'­ non toglie che la pennetta e schiavone siano e debbono­ essere considerate un orgoglio del nostro Tennis visto­ anche quello che hanno saputo fare in Fedcup. Tu ti­ chiedi come mai Fedcup si e Grand Slam no? Io ti­ rispondo che cio' ha ancora una volta a che fare­ con le motivazioni, maggiore, delle top 10 che non si­ fanno quasi MAI trovare impreprate negli appuntamenti­ da Grandi Slam. Hanno piu fame e meno fame in Fedcup!!!­ Ce da dire che una volta acquistato fiducia nei propri­ mezzi sul campo questo da un ulteriore margine a chi sa­ di poter vincere questi tornei!!! Le russe e altre­ giocatrice dell est hanno una fame di vittoria che non­ ha eguali! Ricorda che giocare tra i primi 100 del­ mondo significa avere diversi soldini in banca e­ figurati se vinci uno Slam!!! Per cui ce che si­ accontenta....
    Purtroppo ancora non e' nato un­ Federer, Nadal o Safin ( noi ci accontenteremo di un­ fuoriclasse incostante, che magari militi nei top 20 ma­ ci regali uno slam finalmente!
    Come fare per trovare un­ giocatore tale? Cambiare atteggiamento in Italia.­ Investire equamente in tutti gli sport! Avere­ insegnanti di educazione fisica che vedono il talento­ nei giovani fin da piccoli e che li sappiano­ indirizzare...Come mai invece vediamo tanti giocatori­ di calcio di talento in Italia? Interesse, soldi!!! Il­ tennis in Italia e' ancora uno sport elitario!!!­ Deve nascere per miracolo un Tomba del Tennis per­ creare interesse!

    Da Fabrizio M, il gio 28 mag 22:34
  4. Per me la Schiavone rimane un mistero: è comprensibile­ che una giocatrice renda meglio in Fed Cup che in­ singolo, ma qui la differenza non è tra giocare meglio­ o peggio, Francesca passa da essere una campionessa da­ Top10 in Fed Cup ad essere una misera schiappa nei­ tornei WTA... e questo è inspiegabile a mio­ avviso!

    Comunque sia, il Roland Garros è stato­ l'ennesimo disastro di proborzioni bibliche del­ tennis italiano: tra uomini e donne, solo la Garbin (30­ anni suonati, non certo una prospettiva futura) ha­ superato il 2° turno. Certo, ora qualche espertone­ della FIT cercherà di convincerci che è solo sfortuna­ perché i nostri sono tutti dei potenziali Top20 o più,­ ma la verità è che l'avventura parigina in azzurro­ è stata un fallimento completo, peggio di così era­ praticamente impossibile fare.

    Da simondi.filippo, il gio 28 mag 18:35
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