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2007, Alinghi fa ancora sua l`America`s Cup

Sab 29 Dic, 11:33 AM


Il 2007, per quanto concerne gli sport nautici, e` stato monopolizzato dalla vela. L`America`s Cup torna dopo quattro anni dall`ultima volta, quando gli svizzeri di Alinghi conquistarono l`ambito trofeo nelle acque di Auckland nella lontana Nuova Zelanda proprio a spese dei Kiwi, e sbarca per la prima volta in Europa, a Valencia. In Spagna giunge dopo il lungo peregrinare dettato dalla nuova formula degli Acts svoltisi tra Malmoe (Svezia), Marsiglia (Francia) e Trapani, tappa italiana che ha lenito l`amarezza per il Bel Paese di non aver superato, nella candidatura per l`atto finale, con Napoli, la citta` spagnola. Il cammino iniziato nel lontano 2005 con la sfida al consorzio di Ernesto Bertarelli, accettata da ben 11 team tra cui ben tre italiani, ha visto le imbarcazioni sfidarsi per 13 Acts prima di giungere alla resa dei conti della Louis Vuitton Cup.

Modificata nella formula (2 Round Robin di andata e ritorno) e nel percorso, con l`inserimento a meta` gara del “Cancello di Poppa”, l`eliminatoria che, in seguito, ha sancito chi tra le 11 avrebbe sfidato Alinghi, ha dovuto fare i conti, nelle sue fasi iniziali, con un vento praticamente inesistente. Per ben sei giorni i team sono stati costretti ad aspettare una termica che nel golfo di Valencia ha fatto spazientire tutti e ha generato polemiche in merito alla data stabilita per l`inizio delle `ostilita``. Giunta il 20 aprile, la brezza marina, unica ritardataria ingiustificata della rassegna, ha permesso di dare il via alle sfide sui campi di regata Romeo e Juliet sui quali gli 11 consorzi si sono sfidati in battaglie senza esclusione di colpi. Ovvi protagonisti i team di punta, a cominciare dal challenger of record di New Zealand, passando per i ricchissimi americani di Bmw Oracle, per le sfide azzurre di Luna Rossa e Mascalzone Latino e per finire con i padroni di casa di Desafio Espanol: imbarcazioni piu` quotate di fronte alle sfidanti `matricole` China Team e i gardesani di +39, penalizzati dalla rottura del solo albero a disposizione e costretti a rivedere programmi e ambizioni.

Match race immediatamente caldi e ricchi di spunti tecnici con James Spithill, australiano timoniere di Luna Rossa, subito sugli scudi quanto a capacita` mostrate soprattutto al momento della partenza. Molto bene, e non poteva essere altrimenti, il maori Dean Barker che, in seguito, mettera`, almeno per la Louis Vuitton Cup, il suo personalissimo timbro sulla coppa. Nel primo Round Robin pronostici della vigilia rispettati con Oracle in testa alla classifica, seguito da Luna Rossa e Team New Zealand, con un sorprendente Mascalzone Latino in piena corsa per la qualificazione alle semifinali riservata alle prime 4 classificate. Nel “ritorno” equilibri mantenuti in vetta ma posizioni radicalmente modificate in classifica con la prepotente rimonta del consorzio neozelandese e il primo posto conquistato da Dean Barker che servira` ai Kiwi per poter scegliere l’avversario in semifinale, Desafio, giunto quarto, relegando Luna Rossa a sfidare obbligatoriamente Bmw Oracle. Delusione per Mascalzone Latino con gli uomini di Vincenzo Onorato vittime di una involuzione tecnica con ben 5 sconfitte consecutive a compromettere il sogno semifinale.

Se nella penultima serie di confronti che valgono un posto in finale e` scontato il successo di team New Zealand sui padroni di casa di Desafio, battuti per 5-2, certamente piu` equilibrato lo scontro tra Luna Rossa e Oracle. Spithill dimostra tutte le sue qualita` di timoniere e Torben Grael, talvolta con scelte avventurose, diventa il maestro del vento costringendo il consorzio di San Francisco a una cocente sconfitta per 5-1 che proietta il team Prada in finale. La speranza di tornare a giocarsi le chance di vincere l’America’s Cup, pero`, tramontano di fronte a uno strapotere tecnico-tattico di Team New Zealand che infligge un quasi umiliante 5-0 agli uomini di Bertelli incapaci di tenere testa ai piu` esperti avversari. Sono i Maori a festeggiare la vittoria della Louis Vuitton e a diventare gli sfidanti ufficiali del defender Alinghi. Bastano sette regate per determinare il vincitore della 32.a America’s Cup e nonostante la voglia di rivalsa da parte di Barker e compagni, a spuntarla, di prepotenza, sono Brad Butterworth e Peter Holmberg che permettono a New Zealand il lusso del vantaggio per 2-1 dopo la terza regata salvo poi rimontare e stravincere chiudendo i conti sul 5-2 finale che “congela” il trofeo in Svizzera e regala a Valencia la possibilita` di organizzare anche la prossima America’s Cup. Una 33.a edizione su cui resta ancora un “mistero” la data di partenza, inizialmente programmata per il 2009, proprio per dare una cadenza biennale all`evento e poi successivamente posticipata a data da destinarsi per la querelle intercorsa tra Alinghi e Bmw Oracle sulla scelta di Desafio Espanol quale Challenge of Record, il consorzio che ha l`incarico di intrattenere i rapporti col Defender.

Il ricorso presentato dagli statunitensi presso la corte di New York non ha consentito ad Ac Managment, la societa` che organizza l`evento, di muoversi in tempo per garantire la partenza della manifestazione gia` nel 2009. La decisione del giudice newyorkese sulla inammissibilta` di Desafio come Challenger of Record, in favore della nomina del consorzio di Lawrence Ellison ha definito la disputa legale ma non ha ancora consentito di stabilire la data d`inizio della 33.a America`s Cup slittata, a questo punto, a un ipotetico 2010 se non a un piu` probabile 2011.

Si ringrazia Augusto De Bartolo

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