Vendée Globe - Eliès racconta la sua disavventura

Eurosport - lun, 29 dic 19:48:00 2008

Lo sfortunato velista francese racconta la sua disavventura dopo il drammatico incidente che lo aveva lasciato in grave pericolo in mezzo all'oceano, durante la Vendèe Globe

21/12 sauvetage Elies - 0

Si chiude con una nota di ottimismo il 2008 di Yann Eliès, il timoniere di Generali che sta per lasciare l'ospedale di Perth dove era stato ricoverato subito dopo il drammatico incidente che lo aveva lasciato in grave pericolo in mezzo all'oceano, durante la Vendèe Globe, con un femore rotto e impossibilitato a governare la sua barca.

"Sono stati momenti drammatici, per prima cosa dovevo cercare di riprendere conoscenza e poi di arrivare al ponte e al timone nonostante il dolore tremendo che stavo soffrendo. Ma in questo genere di situazioni riesci a trovare delle risorse che non sai neanche da dove arrivino" - ha spiegato lo sfortunato timoniere francese.

Decisivo l'aiuto dei colleghi di Eliès che sono subito corsi in suo aiuto quando l'organizzazione della regata ha diffuse l'SOS: il primo ad arrivare è stato Marc Guillemot che lo ha soccorso quasi fino all'arrivo della nave ospedale. "Vederlo arrivare a bordo è stato un aiuto psicologico enorme ma per prima cosa siamo due agonisti, e non potevo certo chiedergli di abbandonare la sua barca e la regata per stare con me - ha aggiunto Eliès - Quindi sono dovuto scendere a patti, e trovare altre forze per lasciarlo partire e resistere almeno altre 12-24 ore da solo, prima che arrivassero i soccorsi medici. Sapevo che anche Marc aveva vissuto un'esperienza simile 20 anni fa, e questo mi ha dato molto coraggio. Se lui ce l'ha fatta, mi sono detto, posso farcela anche io".

La nave ospedale partita da Perth è arrivata a tutta velocità a tempo di record per soccorrere Yann Eliès, subito trasferito a bordo e poi ricoverato in ospedale per curare le fratture, e un grave stato commotivo: "Devo ammettere che per me l'idea di tornare in mare e partecipare di nuovo alla Vendée Globe non è in questo momento accettabile. L'esperienza è stata tremenda. Ma parlo con il senno di oggi, perché so che tutti i marinai hanno una memoria molto corta, e dimenticano quasi subito le cose brutte. In questo momento voglio solo tornare a casa e completare le mie cure".

Eliès lascerà l'ospedale australiano a fine anno. Intanto anche la sua barca, alla deriva da giorni, sta per essere recuperata e riportata in porto.

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