Coppa UEFA - Il Bayern si affida a Toni per la finale

Eurosport - mer, 30 apr 17:58:00 2008

La squadra di Hitzfeld fa visita allo Zenit San Pietroburgo nella semifinale di ritorno di Coppa Uefa: l'1-1 dell'andata all'Allianz Arena obbliga i bavaresi a vincere in Russia, o a pareggiare segnando almeno due reti

FOOTBALL 2007-2008 Bundesliga Bayern Toni Ribery - 0

Per restare nell'attualità cinematografica, il Bayern è sbarcato a San Pietroburgo circondato da demoni di varia natura. Non basta la Coppa di Germania vinta dieci giorni fa a Berlino, non basta una Bundesliga che aspetta solo la certificazione di un pronostico segnato già dallo scorso agosto. Questo Bayern, ricostruito la scorsa estate senza badare a spese, ha l'obbligo di essere cannibale, di vincere dovunque e possibilmente senza fare troppa fatica.

Aspettative elevate, una pressione che si è fatta sempre più asfissiante nelle ultime settimane, al momento di tirare le somme. E' un Bayern che dopo l'inebriante impresa di Getafe e i supplementari regalati al Borussia a Berlino, ancora una volta sembra quasi volersi complicare la vita da solo.

L'1-1 dell'andata, equo nella sostanza, è maturato attraverso una prestazione un po' abbacchiata dell'undici di Hitfeld. Spento Franck Ribery, sfortunato Lucio, impalpabile il duo d'attacco Klose-Podolski, mai così orfano di Luca Toni. Il recupero del bomber modenese appare ora come ora imprescindibile per i bavaresi: autore di 9 gol nelle ultime cinque partite giocate, Toni è il totem attorno a cui si concentrano le speranze del Bayern, che cerca almeno due gol per dormire sonni tranquilli. Si fa per dire, perché lo Zenit sin dallo scorso agosto non ha fatto mistero di voler puntare alla vittoria in Coppa Uefa. Una priorità smascherata anche dall'andamento in campionato, nettamente peggiore rispetto alle prestazioni di coppa e al torneo 2007, non a caso concluso al primo posto.

La mannaia delle squalifiche si è abbattuta con forza su Advocaat, costretto a fare a meno dei due esterni di difesa Ricksen e Sirl, oltre che dell'imprevedibile folletto d'attacco Arshavin. Per questo si cercherà di valutare fino all'ultimo la forma fisica di Anyukov, reduce da una frattura al dito del piede ma chiamato a uno sforzo per andare a tappare la falla venutasi a creare sulla fascia destra.

Sarà un Petrovski ribollente d'entusiasmo, che proverà a sospingere la squadra più tifata di Russia verso un traguardo che il calcio di quel Paese ha raggiunto solo una volta, tre anni fa con il Cska Mosca. Uno Zenit che l'anno prossimo sarà in Champions League, ma che non vuole aspettare agosto per entrare nell'elite del calcio europeo.

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Federico Casotti / Eurosport