Eurosport - mer, 30 apr 17:45:00 2008
L'eliminazione a un passo dalla finale di Champions League per mano del Manchester United potrebbe creare clamorose rivoluzioni in casa azulgrana
Il caso Ronaldinho, il malumore di un Eto'o irriconoscibile nella serata di Manchester, Zambrotta verso il Milan e la recente eliminazione a un passo dalla finale di Champions League per mano dei Red Devils di Sir Alex Ferguson aprono la porta a una rivoluzione in casa Barcellona.
RIJKAARD - Terminata la partita dell'Old Trafford, il tecnico olandese ha fatto sapere che non intende per nessun motivo lasciare il Barcellona: "Non ho alcuna intenzione di dimettermi. Sarebbe ovviamente diverso se i giocatori dicessero che è arrivato per me il momento di andare via". La sensazione, però, è che con la partita di ieri si sia chiuso un ciclo, il suo ciclo. Al fischio finale, Rijkaard ha abbracciato uno a uno tutti i suoi giocatori, quasi a volerli ringraziare per l'impegno che hanno messo in campo. Un saluto strano, dal sapore di un addio. Nella Liga, il Real è lontanissimo e per salvare una stagione che rimarrebbe comunque deludente c'è da raggiungere il secondo posto reso complicato dall'entusiasmo del Villarreal di Giuseppe Rossi. L'avventura dell'allenatore olandese in Catalogna potrebbe chiudersi con la seconda piazza nel campionato in corso. La squadra, nonostante una fiducia più di facciata che reale, è ormai lontana dal suo tecnico e perseverare su un progetto praticamente terminato rischia di non essere la soluzione migliore.
RONALDINHO, ZAMBROTTA - Dati per partenti certi, nella prossima stagione potrebbero ritrovarsi entrambi a Milano, sponda Milan. Il brasiliano, in rotta ormai da tempo con la società, non vede l'ora che termini la stagione per cambiare aria, mentre l'azzurro non ha mai nascosto la sua volontà di tornare in Italia.
ETO'O - L'involuzione del camerunese preoccupa, inutile negarlo. Fino a un anno fa c'era la fila dietro la sua porta; la situazione attuale dice che Eto'o è solamente un problema. Il giocatore si è svalutato, e il rischio di venderlo per meno di quel che vale c'è. Recuperarlo diventa quindi un obbligo ma il centravanti visto ieri sera, che non tira mai e che fa fatica addirittura a stoppare un pallone, è lontano parente dal campione ammirato soltanto 12 mesi fa.
MESSI, BOJAN, INIESTA - Da loro tre deve partire la rifondazione. Sono giovani e talentuosi, e in più (si vede quando giocano) hanno senso di appartenenza verso una maglia che li ha visti crescere e affermarsi. Ancora troppo presto per parlare di fuoriclasse per Krkic, non si può dire lo stesso per Iniesta, splendido tecnicamente in qualsiasi zona del campo lo si metta, e Messi. Il folletto argentino nei 180' della doppia sfida contro il Manchester ha impressionato, stra-vincendo la partita nella partita contro Cristiano Ronaldo e dimostrando di avere testa, oltre che piedi sopraffini.