Eurosport - gio, 30 ago 19:56:00 2007
L'Italia perde nettamente a Roma contro la Grecia 52-73 in una partita letteralmente dominata dagli ospiti, mentre gli azzurri hanno chiuso tra i fischi dei propri tifosi. Deludenti le nostre "star" Nba: Bargnani infila 3 punti con 1/10 al tiro, Belinelli si ferma a quota 6
L'auspicio è che uno schiaffo di queste proporzioni tra una settimana in Spagna serva a dare la giusta scossa a una nazionale italiana disorientata dagli infortuni e in debito di esperienza. Ma giocando come oggi al PalaLottomatica davanti a diecimila tifosi, che contro una Grecia ancora sotto choc per il dramma dei tanti morti per gli incendi alla fine non hanno potuto risparmiare una bordata di sonori fischi a Bargnani e compagni, agli Europei non si va molto lontano.
L'Nba romano era il più atteso di tutti. Forse tradito dall'emozione, tornando a giocare davanti a parenti, amici e al sindaco Veltroni, ha fatto un flop clamoroso: dopo aver vinto la sfida con il tedesco Nowitzki nell'ultima amichevole vinta con la Germania, il Mago ha chiuso con tre punti appena e un misero 1/10 al tiro. Che la Grecia fosse forte, anzi fortissima lo si sapeva: non si è vicecampioni del mondo per caso. Ma un'umiliazione così è un grido di allarme preoccupante per le ambizioni dell'Italia di Recalcati. Perplessità e dubbi quelli del ct tradite anche dalle convocazioni a singhiozzo (oggi altri tre nomi, ma ne mancano ancora due).
Una lezione di queste proporzioni, anche dai maestri greci, proprio non ci voleva per una squadra inesperta e spesso umorale. Quando mancano ormai quattro giorni all'esordio europeo con la Slovenia il 52-73 con cui la squadra di Recalcati è stata spazzata via dalla Grecia, nell'amichevole di lusso del tormento cammino tricolore è un campanello di allarme che proprio non ci voleva. Rischia di consegnare all'Europeo una squadra con il morale a terra e senza identità. E' andata perfino peggio della settimana scorsa al torneo dell'Acropolis dove la Grecia vinse sì ma di dieci punti, con una reazione d'orgoglio finale degli azzurri. Reazione che oggi non c'è stata. Disastrosi in attacco (18/56 al tiro), in affanno ancora ai rimbalzi (27 contro i 38 degli avversari). Senza nemmeno l'esperienza di Soragna, tenuto a riposo precauzionalmente per un risentimento, l'Italia è sparita quasi subito da campo. E non sono serviti nemmeno i fischi. Tutto in pratica si è deciso nei primi minuti: nel disastroso impatto di Bargnani con la partita (1/8 la sua percentuale di tiro, con l'unica bomba dopo un quarto d'ora di gioco), che ha finito per trascinare tutti nella mediocrità generale. Percentuali ridicole per un fuoriclasse del suo calibro. Con Bargnani inguardabile, in ombra anche Belinelli che ha iniziato dalla panchina: quando è entrato una bella tripla, tanta buona volontà ma niente di più. Nel primo quarto l'Italia ha addirittura seriamente rischiato di chiudere a zero. Che i primi punti siano venuti dalla mano di Crosariol, dopo quasi otto minuti a bocca asciutta, dà la dimensione della debacle. Con i greci che facevano il bello e cattivo tempo, con il solito Papaloukas sempre stratosferico, l'Italia ha chiuso il primo quarto sotto 17-5, dopo un avvio da brividi (0-13).
La reazione di orgoglio non c'é stata per cui la Grecia non ha dovuto faticare nemmeno più di tanto. Più confusi che mai gli azzurri hanno proseguito a sbandare contro una Grecia nettamente più squadra. Prima dell'intervallo l'Italia ha toccato già i -22 (17-39), inevitabili i fischi. Nel secondo tempo la musica non è cambiata e agli azzurri, salvo qualche sprazzo qua e là di Basile e Mancinelli, è andata ancora peggio. Un'Italia incapace di nuocere, a galleggiare nello score sempre attorno ai -20. Prima dell'uno-due di Pelekanos l'Italia toccava il fondo (-24, 29-53). Mancinelli, il migliore stasera, era l'unico a crederci ancora, ma ormai di fatto la partita era finita da parecchio. La firma finale alla passeggiata la mettevano tre triple consecutive di Kakiouzis, il migliore in campo.
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