di XAVIER JACOBELLI
È UN CAMPIONATO bellissimo. Come la sfida che Fiorentina e Roma hanno pareggiato al termine di un confronto avvincente sino allultimo respiro. Come il poker della Juve alla Reggina. Come il perentorio successo dellInter e i colpi del Napoli e del Palermo. Dopo cinque giornate, in testa cè unincredibile ammucchiata: sette squadre che sgomitano in un fazzoletto di due punti con lInter che agguanta la Roma; Juve, Napoli e Palermo subito dietro, Atalanta e Fiorentina a ruota. La sfida di Firenze ha rispettato le attese. Nonostante le assenze eccellenti, Totti e Perrotta in primis e durante lincontro sè pure infortunato Taddei, la Roma ha confermato ancora una volta tutto il suo valore, castigando senza pietà due distrazioni degli avversari. Soltanto una Fiorentina irriducibile e tostissima avrebbe potuto rimontare per due volte una capolista che ha trovato in Mancini e Giuly i terminali di un gioco più accorto e meno spumeggiante, eppure capace di essere a tratti micidiale. Ma dallaltra parte cera Mutu e cera Frey (che sta alla Fiorentina come Buffon sta alla Juve), cera Pazzini e cera Vieri. Cera una squadra camaleontica che Prandelli smonta e rimonta in corso dopera senza timori reverenziali, senza avere paura di osare. Una squadra che, soprattutto, non molla mai. Se i viola cercavano la conferma di potersi battere per lo scudetto, ieri sera lhanno avuta e proprio nella circostanza più delicata e impegnativa. La stessa in cui si era ritrovata lInter dopo il pari di Livorno: ma quando si ha in squadra uno come Ibrahimovic i problemi prima o poi si risolvono. Discorso identico per la Juve operaia di Legrottaglie e Salihamidzic. E per tutte (tranne che per il Milan) il bello deve ancora venire.
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