Roma, 30 ott. - (Adnkronos) - Una squalifica ''ingiusta, assurda, sbagliata''. In attesa dell'esito del ricorso del Napoli, Marcelo Danubio Zalayeta incassa la difesa degli allenatori italiani. Da Milano, da Roma, da Firenze arriva l'assoluzione per il 'pantero'n' uruguayano, finito sotto accusa dopo il rigore che sabato scorso si e' procurato contro la Juventus. Un ''tuffo in rotazione'' secondo il giudice sportivo Gian Paolo Tosel: la simulazione ''palese'' che ha ingannato l'arbitro Mauro Bergonzi merita i 2 turni di stop. Alla vigilia della decima giornata di campionato, a perorare la causa dell'attaccante partenopeo provvedono i big della panchina. In ordine alfabetico, comincia Carlo Ancelotti. ''E' una decisione incomprensibile, questo episodio non c'entra nulla con la simulazione'', dice il tecnico rossonero. ''Zalayeta ha saltato per evitare Buffon'', dice Ancelotti. ''Non era rigore, ma non era nemmeno simulazione. Sono convinto che l'attaccante abbia voluto evitare uno scontro pericoloso, le simulazioni sono altre. L'azione era molto veloce, era una situazione che poteva trarre in inganno il direttore di gara: e' stato un errore, ma non di eccessiva gravita' se paragonato al primo rigore assegnato al Napoli''. Con la sponda rossonera di Milano concorda anche quella nerazzurra. ''Ritengo molto ingiusta la squalifica a Zalayeta con la prova tv'', dice Roberto Mancini. Il rischio, secondo il tecnico dell'Inter, e' che la mannaia del giudice sportivo colpisca anche quando non dovrebbe. ''E' una cosa accaduta a lui, ma puo' capitare a chiunque. Vorrei che il giudice sportivo domandasse a dieci arbitri se pensano che Zalayeta abbia simulato. Non credo proprio...''.




