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Ultras via dagli stadi: questa volta, pero', lo scelgono loro

Ven 30 Nov, 02:21 PM


La nuova frontiera potrebbe essere ribattezzata "Daspo Volontario". Solo che questa volta, sia benedetta, il divieto diventa scelta democratica. E la votano i tifosi stessi, proprio loro che al tavolo delle trattative non hanno mai avuto il privilegio di sedere. Adesso che e'' chiaro che di quel che resta del Belpaese (solo il formaggio, forse) tutta la colpa e'' di quell''unica parola dall''etimologia latina e dalla fonetica francese, Ultras; adesso che finalmente il giro di vite si stringe; adesso che per andare a vedere una partita di pallone devi fare richiesta al Vaticano e sperare che il Pontefice ti dia udienza; adesso, insomma, che allo stadio e in trasferta non ci vai nemmeno se per i prossimi dieci anni mi dimostri che sei un angelo caduto dal cielo; proprio adesso, sono "io Ultras" che decido di non andare allo stadio.

Per il momento e'' un segnale di protesta e di passione uguale e contraria, ma se questa sara'' la nuova frontiera, allora sara'' una scelta di vita. Per la gioia di tutti quelli che torneranno a trionfare sulle immagini dei bambini che riempiono le curve abbandonate dai tifosi.

Gia'' i tifosi. Non e'' per tutto quello che gli hanno tolto (sciarpe, tamburi, striscioni, fumogeni e liberta''), non e'' per il fatto che essere ultras oggigiorno equivale (o e'' addirittura peggio) ad essere un terrorista, nemmeno per l''assurda logica che consegna all''Italia un assassino ubriaco testimonial di una marca di jeans e tanti tifosi banditi dalla cosa che piu'' amano al mondo, la propria squadra di calcio. Non e'' per tutto questo che domenica prossima a Roma per Roma-Udinese e a Torino per Torino-Genoa la Sud e la Maratona saranno lasciate vuote dai rispettivi tifosi: "ma e'' perche'' (si legge in un comunicato dei romanisti, ndr) si sta dimenticando la morte di Gabriele Sandri, superata e sepolta da un sistema deviato che salvaguarda se stesso ed i propri interessi a discapito di tutto il resto. L''ultras va eliminato, perche'' le curve sono oasi di pensiero libero e non omologato, in una societa'' vuota di valori. Sono un terreno non ancora massificato che non fa certo comodo a chi controlla tutto". La nota si chiude con la decisione di "..rimanere fuori, non solo dalla Curva ma da questo stato di cose".

Feriti nell''orgoglio e nella dignita'', assetati di giustizia, sono stati i tifosi della Lazio a manifestarsi per primi: dentro 20 minuti dopo col Parma, primo tempo in silenzio con l''Olimpiacos. Lo stadio, insomma, per questa volta (ma non si sa poi se per quante altre) i tifosi se lo tolgono da soli: alzi la mano chi si diverte ancora. C''hanno rotto il calcio con trucchi ed accordi da furbetti del quartierino e stanno ancora tutti li'' sul carrozzone. Prima ce l''hanno rotto, poi ce l''hanno tolto e non sono stati opportunamente giudicati: adesso pero'' nessuno si azzardi a giudicare chi il calcio se lo toglie da solo. Non importa se per giustizia o perche'' non ne ha piu'' voglia. Viviamo anche un mondo, purtroppo, dove la liberta'' te la devi saper conquistare...

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