• Il pagellone della 38esima giornata di Serie A

    10 al sangue freddo di Balotelli – In un momento decisivo, che vale una stagione, potrebbe essere comprensibile avere la tremarella, eppure lui è sempre freddo come un cecchino e quando si presenta sul dischetto non sbaglia. Come al solito. Sono 18 su 18. Non tantissimi, ma è comunque il 100%.

    9 alla scuola calcio-Di Natale – Nell’ultima partita prima di affrontare l’Inter era uscito dal campo in barella per un brutto colpo a un ginocchio. Eppure lui supera l’infortunio, torna il campo ed è il migliore dei suoi nella partita che vale la disfatta dei nerazzurri. Il suo gol da antologia merita

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  • La squadra ideale del mio Bar sport!

    E venne il giorno della squadra ideale. Acrobazia canaglia. Bisogna selezionare e poi tagliare, drasticamente. Scegliere un modulo dai tanti che hanno movimentato il campionato, sul conto del quale tutto si può scrivere tranne che abbia toccato picchi memorabili. Sono gli argomenti, questi, che animano i Bar sport cari alla penna, e all’ironia, di Stefano Benni.

    A noi. Comincio dallo schema. Nessun dubbio che, in Italia, ci sia stato un ritorno di fiamma per la difesa a tre. La Juventus ha rivinto lo scudetto con il 3-5-2. In Europa, viceversa, non tira. L’ho adeguato al 3-4-1-2 per renderlo

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  • Che bello il Giro dopo due settimane

    Ho scritto un post esattamente una settimana fa proprio prima della cronometro, che avrebbe dovuto incoronare il baronetto Inglese... e invece!!!

    Ormai è storia. Conoscete tutti cos'è successo a distanza di una settimana. Se n'è parlato in lungo e in largo, due pretendenti alla vittoria finale sono ritornati a casa propria: sto parlando, ovviamente, di Bradley Wiggins e Ryder Hesjedal. Vincenzo Nibali è sempre più in rosa e l’unico avversario serio (in termini di performance finali) rimasto è il mio vicino di casa Cadel Evans.

    Cadel è un atleta davvero tosto, non molla mai la sua storia lo

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  • Borussia-Bayern: una finale “a massimo rischio”

    Immaginiamo per un attimo che la ragazza che ci piace e che vorremmo conquistare venga corteggiata da un altro tipo, uno che abbiamo sempre considerato una mezza tacca, con meno possibilità economiche e magari più brutto di noi, e che per un paio di settimane questo le faccia anche girare la testa. La chiamiamo, e lei ci dice che non può uscire perché deve vedere lui, che la passa a prendere con la sua nuova cabriolet. A chi di noi farebbe piacere? Chi di noi non penserebbe “Ma come si permette quello scemo?”.

    Ecco, così dev’essersi sentito il Bayern nelle due passate stagioni: come un

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  • Zeman, Balotelli e il razzismo, che c’è e va combattuto

    Il razzismo nel calcio esiste. Lo abbiamo detto e ripetuto più volte. Bisogna solo studiare come volerlo affrontare, e soprattutto capire se si vuole farlo. Perché il punto centrale della questione è proprio questo: la volontà. Non sono i giocatori a dover abbandonare il campo, sono le istituzioni a dover proteggere i tesserati, rischiando addirittura di far giocare una squadra piuttosto che un’altra a porte chiuse per un intero campionato. Servono misure drastiche, ma la sensazione è che il calcio, il nostro calcio soprattutto, non sia tanto disposto a prenderle.

    Giusto ieri Mario Balotelli

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  • Firenze, cosa manca per l’ultimo balzo

    La Fiorentina mi ha spiazzato. Penso che meriti il titolo di Signora sorpresa. L’avevo collocata all’ottavo posto, in agosto: è quarta, ha conquistato l’Europa League, sta costringendo il Milan a darci dentro fino al traguardo. Manca una giornata, una sola, e la logica suggerisce di scrivere che Siena-Milan e Pescara-Fiorentina non saboteranno l’ordine d’arrivo. La logica...

    Un anno fa, i viola arrivarono tredicesimi dopo essersi salvati in extremis. Tre gli allenatori a libro paga: Sinisa Mihajlovic, Delio Rossi, al quale fu fatale la scazzottata con Adem Ljajic, Vincenzo Guerini, emergenza

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  • Bernard: il nuovo talento lo manda (in gol) Dinho

    Si è molto parlato della decisione di Luiz Felipe Scolari di non includere nella lista dei 23 convocati per la Confederations Cup giocatori del calibro di Kakà, Ronaldinho, Pato e Robinho. Molto semplice, il ct del Brasile ha deciso di puntare sui giovani, come nel caso di Bernard Anício Caldeira Duarte, o più semplicemente Bernard: è proprio di lui che parleremo nel nostro Euroscout di oggi...

    Chi è Bernard? Domanda lecita: il ragazzo è uno dei tanti attaccanti di belle speranze prodotti dal Brasile nell'anno di grazia 1992. Nato a Belo Horizonte l'8 settembre di quell'anno, Bernard ha fatto

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  • Le 13 immagini simbolo della carriera di Beckham

    Una carriera lunga e vincente quella di David Beckham, che è stato capace di trionfare praticamente in ogni angolo del mondo, grazie al suo straordinario piede destro e anche alle sue indubbie doti di personaggio mediatico… Proviamo a riassumere 20 anni di magie in 13 immagini simbolo.

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    1993 - Ferguson promuove Beckham in prima squadra nel Manchester United.

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    1998 - Il celebre cartellino rosso ai Mondiali contro l'Argentina: Beckham diventa il capro espiatorio dopo l'eliminazione ai calci di rigore.

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    1999 - L'incredibile successo in Champions League contro il Bayern nasce da due

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  • Ma si può abbruttirsi così?

    Non sono nessuno per parlare, perché non sono precisamente un modello di femminilità. Lavorare in questo mondo di “maschiacci” mi ha spesso portata a parlare come loro, a volte addirittura a pensare come loro per anticipare le loro battute e poter quindi sopravvivere in un mondo che per le signore tutte cupcake e punto croce non è decisamente adatto.

    Però a tutto c’è un limite e penso che dare vita a scene come quella che sto per proporvi sia un tantino eccessivo. Io sono una di quelle che sostengono che fare sport ad alto livello truccate come per un servizio fotografico sia sbagliato,

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  • Conte-Juve: una fumata bianca che fa vincere tutti

    Tutto fatto, tutto definito. Dopo due scudetti di fila, la Juventus e Antonio Conte ripartono insieme. Prima di programmare la stagione futura, e quelle a venire, serviva però chiarirsi. E chiarezza è stata fatta, durante una riunione di oltre tre ore nel palazzo di Corso Galileo Ferraris. Andrea Agnelli e Antonio Conte sono usciti allo scoperto poco prima delle 21, con i volti distesi e con il sorriso a certificare il buon esito della lunga chiacchierata.

    Hanno vinto tutti: Conte, che avrà d’ora in poi pieni poteri, sul campo e sul mercato, e ha vinto anche la società, che per nulla al mondo

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