ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Come convertire una “Giochi-scettica”

    "Guarda, per me le Olimpiadi è ora che finiscano, ne ho avuto abbastanza". A parlare è un'amica londinese, non esattamente appassionata di sport, che ho convinto mesi fa a venire a vedere la semifinale del torneo olimpico di basket.  Se gli inglesi sono tendenzialmente euro-scettici, lei è una Giochi-scettica. Il suo problema non è la folla o il traffico: "No, per quello basta evitare certe zone. In altre parti della città non ti accorgi neanche che ci sono i Giochi. Il problema è che la tivù, i giornali, la gente in ufficio non parlano d'altro da due settimane. Io non ne so nulla e mi sento tagliata fuori". Beh, domani avrà qualcosa da raccontare, visto che la semifinale che si appresta a vedere è nientemeno che Usa-Argentina. Arriviamo alla O2 Arena e troviamo subito la festa degli spagnoli, che hanno appena conquistato la finale battendo la Russia. Una macchia rossa che canta "Yo soy espanol" saltellando in cerchio, con tanto di ragazzo travestito da ballerina di flamenco: il tutto circondato da decine di macchine fotografiche in azione. A un certo punto parte anche il po-po-po-po, che a quanto pare hanno adottato. Non me la sento di far valere il copyright azzurro, anche perché l'amica "poco sportiva" guarda la scena con un misto di stupore e compatimento.

    Ci piazziamo sugli spalti: io aspetto il momento in cui Kevin Durant e compagnia entreranno per il riscaldamento, lei viene assorbita da un filmato che spiega le regole base del gioco. Ai quarti di finale  l'avevo notato un po' "schifato" (parte con la frase "è uno sport che si gioca con le mani"), ma evidentemente c'è a chi serve. Ovviamente, è la sua prima partita in assoluto di basket: parte con Kobe Bryant e Chris Paul: non un pessimo esordio. Arriviamo a un patto: domande solo nei time out e negli intervalli, ma scopro presto che quelle sono le parti a cui si appassiona di più. Ci sono uno show acrobatico di schiacciate con il tappeto elastico, un balletto, e una sorprendete dimostrazione di saltatori di corda professionali.

    Il terzo quarto di Carmelo Anthony e LeBron James è travolgente, ogni tanto sbircio e vedo scomparire nella mia vicina la diffidenza iniziale. Il Team Usa si prende la finale, io entro in uno stato di esaltazione (anche per qualche giocata di Manu Ginobili), lei prende appunti: "Come hai detto che si chiama quello lì con la barbetta? Così domani in ufficio posso parlare anch'io...". E alla fine si lascia andare: "Non è male questo basket, in fondo. Ma tutte le partite sono così?". Oh, sì, il mondo è pieno di LeBron James e Kobe Bryant all'inseguimento dell'oro...

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