Non l'ho proprio incontrato per caso. Galeotta è stata una dritta di un amico comune. Comunque eccomi faccia a faccia con Fabio Scozzoli, campione del nuoto azzurro (perché tali si resta anche se si sbaglia una gara). Location dell'incontro è un ristorante di Chelsea, il Brooklin Bite, Fabio è lì con la "compagnia bolognese" del nuoto azzurro: Mirco Di Tora, Marco Orsi, Ilaria Bianchi, più amici e compagne. E' lì che addenta una pizza, ma al tempo stesso digerisce la gara dei 100 rana. A fine cena Scozzoli si ferma coi fan (e io sono uno di quelli), ci parlo per qualche minuto, mi racconta la sua Londra. Visto dal vivo, è "grosso", nel senso buono. Gli spuntano dei muscoli di cui ignoravo l'esistenza.
Spiega che la giornata dopo la gara è stata dura: "Ero nervoso, perché me la sono mangiata con le mie mani. Io non avevo sbagliato preparazione, stavo bene. Ma ho fatto male la partenza, ho strappato le prime bracciate per stare incollato a Van Der Burgh, visto che di solito esco con lui dai blocchi, e ho pagato quello sforzo dopo. A 75 metri le energie erano finite". Ora però deve voltare pagina: "Tanti atleti sognano anche solo di esserci qui, io speravo qualcosa in più, ma ho 24 anni, avrò un'altra chance. E poi si riparte subito, l'anno prossimo coi Mondiali. E prima c'è la staffetta mista qui: la finale è alla portata, la medaglia un po' lontana".
Londra, comunque resta un'esperienza fantastica, al di là del risultato sportivo: "Adesso mi sto godendo un po' di più tutto il resto, con il gruppo di nuoto di Bologna ci divertiamo, abbiamo anche visto qualcosa della città, siamo andati al Big Ben e al London Eye. E con Marin e Pizzetti siamo saliti su quella specie di 'giostra' di grosse dimensioni". A me quella giostra sul Tamigi era sembrata altissima, ma lui sminuisce, come non sembra troppo colpito dal Villaggio Olimpico: "In realtà è piccolo, è molto simile a quelli delle Universiadi. Mi dicono che a Pechino fosse diverso. La mensa, quella sì, è enorme, ci trovi di tutto e si mangia piuttosto bene, specie i dolci. So che ci sono state polemiche sui letti, ma io ci sto. Ok, ti escono i piedi, ma fa lo stesso". Ecco lo spirito olimpico, la capacità di adattamento. E quella di ripartenza. Fabio non si risparmia nel concedere foto, poi saluta, direzione Villaggio. Io resto lì, a questo punto tanto vale farsi una pizza "American Style". L'emozione mette fame.



