
Quando si parla di Danimarca non può non tornare alla mente l'Europeo del 2004, quando il 2-2 maturato tra i danesi e la Svezia (gol all'89 di Jonson) ci eliminò già alla fase a gironi dell'edizione poi vinta a sorpresa dalla Grecia in finale sul Portogallo di Cristiano Ronaldo. Oggi, esattamente come 8 anni fa, il commissario tecnico della Danimarca è ancora Morten Olsen, che non può più contare su gente esperta e navigata come Helveg o Gravesen, Jorgensen o Tomasson, ma che invece si aggrappa al carisma di Rommedhal (ultimo senatore della vecchia guardia) e di capitan Agger per guidare la rinascita di una Nazionale che poggia le proprie certezze sulla classe di Eriksen e sui gol di Bendtner.
Eccezion fatta per il giovane talento dell'Ajax, classe 1992 e potenzialità da campione, e forse Krohn-Dehli, la Danimarca attuale non ha grandissima qualità. La forza dei ragazzi di Olsen, che il ct ha impostato secondo un offensivo 4-2-3-1, è il gruppo: la difesa, che poggia sul carattere di Agger e dove titolare è l'ex romanista Kjaer, non sembra insuperabile, così come il centrocampo, dove solitamente Olsen impiega Kvist e Kristensen. L'attacco, con il tridente formato da Eriksen, Rommedhal e Krohn-Dehli alle spalle dello juventino Bendtner (21 centri in Nazionale), è senza dubbio il loro punto di forza, ma dovrà vedersela con la nostra difesa, storicamente il reparto per cui il mondo ci apprezza.
Nonostante sulla carta quella contro la Danimarca possa sembrare una partita "semplice", la storia - al contrario - ci dimostra che contro i danesi abbiamo sempre fatto fatica. Come nelle qualificazioni ai Mondiali del 1982, quando la Nazionale di Bearzot - che circa un anno dopo sarebbe diventata campione del Mondo a Madrid - fu sconfitta 3-1 a Copenaghen. O come ancora in occasione di una partita di qualificazione all'Europeo del 2000: al San Paolo, avanti di due gol grazie a Vieri e Fuser, fummo capaci di farci rimontare da Jorgensen e Wieghorst prima di guardare Tomasson realizzare la rete dell'incredibile 3-2 per i danesi.
L'ultimo degli 11 precedenti contro i danesi (complessivamente 7 vittorie azzurre, 1 pareggio e 3 sconfitte) risale proprio alla fase a gironi dell'Europeo del 2000. Si giocava a Guimaraes, il 14 giugno, e quella contro la Danimarca era la partita d'esordio del girone. Fu la gara dello sputo di Totti a Poulsen, episodio che costò al capitano della Roma tre giornate di squalifica. Il nostro Europeo, che finì con il biscotto nordico, era già partito male. Ma ancora non lo sapevamo.
di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
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