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    EuroLandia

    La Germania insegue il Brasile del ’70

    Questo è l'anno della Germania. Lo dicevano in molti alla vigilia e altrettanti, se non di più, sembrano orientati a confermare il pronostico anche dopo una fase a gironi trionfale. La Mannschaft ha portato a casa il Gruppo B, quello definito della morte, addirittura a punteggio pieno. Nove punti in tre partite, nessuno ha fatto altrettanto nel torneo e ora che si prospetta il quarto di finale più agevole di tutti contro la sorpresa Grecia, sognare in grande è davvero possibile. Eppure... Eppure c'è di mezzo la storia che, nonostante numeri da paura, sconsiglia facili ottimismi. Partire con il vento in poppa in un torneo di questo tipo non è infatti quasi mai garanzia di successo finale.

    NON UNA MALEDIZIONE, MA QUASI - La storia degli Europei e dei Mondiali è piuttosto chiara. Non sempre chi parte alla grande finisce allo stesso modo. Basta ricordare l'ultima rassegna Mondiale, con l'Argentina di Diego Armando Maradona che vinse le prime tre partite e poi fu eliminata dalla Germania ai quarti. O, al contrario, il cammino sofferto dell'Italia di Enzo Bearzot nel Mondiale del 1982: tre pareggi nel primo girone con Polonia, Perù e Camerun. Poi soltanto vittorie contro Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest. Statisticamente, soltanto due squadre hanno vinto l'Europeo imponendosi in tutte le partite da quando la competizione ha questo formato (dal 1980 in avanti) e si tratta della Spagna del 2008 e della Francia del 1984. Addirittura tre nazionali in 16 edizioni, invece, hanno portato a casa il Mondiale: il Brasile nel 1970 e nel 2002 e la Francia nel 1998. Su 33 nazionali che avevano vinto la prima fase a gironi a punteggio pieno, dunque, soltanto 5 sono riuscite a completare un percorso netto, il 15% della fetta complessiva. Poco, no?

    QUANTI CROLLI ILLUSTRI - Delle 33 che partirono alla grande soltanto cinque sono arrivate a destinazione. Storie di cadute più o meno illustri. Basta pensare al clamoroso rovescio che subì l'Olanda nel 2008, quando riuscì a stravincere il girone con Italia, Francia e Romania e fu cappottata dalla Russia nei quarti dell'Europeo. Anche gli Azzurri hanno qualche ricordo amaro, basta pensare al Mondiale del 1978, quando si ricamò molto sull'opportunità di fare turnover nell'ultima partita della fase a gironi contro l'Argentina. Bearzot decise di confermare i titolari, batté i padroni di casa ma pagò caro il conto nella semifinale con l'Olanda. Perché? Semplice, in competizioni con tante partite ravvicinate conta tantissimo la condizione fisica. E, soprattutto, averla al massimo al momento decisivo.

    LE PORTE DELLA STORIA - Tornando alla Germania, però, stupisce un dato aggiuntivo. La Mannschaft di Loew non ha soltanto vinto tutti gli incontri della fase a gironi di Euro 2012. Ha anche vinto tutti quelli di qualificazione. In totale, dunque, i tedeschi hanno vinto le ultime 14 partite ufficiali a cui hanno preso parte. La finale per il terzo posto dei Mondiali 2010 e le 13 dell'Europeo: 10 di qualificazione e 3 della fase a gironi. Numeri impressionanti che ci pongono davanti a un grande interrogativo. Qualcuno è mai riuscito a vincere tutti gli incontri tra qualificazioni e fase finale di un Europeo o un Mondiale strutturato come è nel modo attuale? La risposta c'è ed è di quelle che fanno tremare le ginocchia. Soltanto il Brasile del 1970, forse la nazionale più forte di tutti i tempi, ce l'ha fatta. Ma, quella volta, la Seleçao dovette portare a casa tutta la posta in palio soltanto in 12 incontri equamente divisi nelle due fasi. La Germania è già a quota 13 e dovrà salire a 16 per vincere l'Europeo. Numeri che mettono i brividi. Ma basteranno a fermare il cammino della Mannschaft?

    Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)