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    E’ già Clasico: Mourinho, ‘occhio’ a Vilanova…

    E' passato circa un anno, giorno più-giorno meno, dall'ormai celebre 'ditata' che Josè Mourinho rifilò all'allora assistente di Guardiola al Barcellona, Tito Vilanova, nell'ennesimo caldissimo clasico spagnolo. Una finale elettrizzante per il primo trofeo stagionale - vinto dai blaugrana - e una storia che a circa 365 giorni di distanza ritrova gli stessi protagonisti ma in vesti diverse.

    Lo Special One, anzi ormai Only One, ha spezzato l'incantesimo blaugrana nella passata stagione vincendo la Liga in sella al suo super Real Madrid. Maledizione cancellata, insieme al ricordo di Pep Guardiola, scappato da Barcellona per eccessivo stress. Ma le battaglie del portoghese non sono finite. Già, perché giovedì sera Real Madrid e Barcellona torneranno a sfidarsi per il primo round stagionale. E, guarda caso, sempre in Supercoppa spagnola. Ma questa volta Vilanova potrà sedersi sulla panchina da primo allenatore blaugrana e potrà sfidare il grande nemico guardandolo da vicino, negli occhi. Sperando, ovviamente, di poterli tenere ben aperti...

    Un secondo round che in Spagna aspettano in molti, soprattutto dopo l'esordio a singhiozzo delle Merengues in campionato impietosamente messo a confronto con lo scintillante nuovo/vecchio Barça di Tito. Mourinho, però, non cambierà mai: nemmeno dopo il passaggio da Special a Only o le scuse di un mesetto fa proprio nei confronti del grande nemico ("Lavoro molto con i miei giocatori su questo punto, sul controllo delle emozioni. Ma quel giorno ho sbagliato e non cerco scuse", ndr).

    Alla vigilia del match, il portoghese ha subito messo le mani avanti. Ma non per colpire Vilanova: "Penso che il risultato della partita non condizionerà il campionato, se mai potesse condizionarlo, magari si può pensare che nella stagione passata sia accaduto così. Ma se devo firmare per perdere la Supercoppa e vincere la Liga lo faccio subito".

    Un atteggiamento prudente, sicuramente non spavaldo, e difficilmente riconducibile al vulcanico carattere del lusitano che non si sente favorito anche quando gli ricordano del 2-1 in campionato della passata stagione: "Il risultato dell'anno scorso è arrivato come conseguenza di diverse partite simili. Le ultime volte che siamo andati a Barcellona abbiamo fatto delle buone partite e i risultati sono stati sempre equilibrati. A volte abbiamo pareggiato, ha volte hanno vinto 2-1. Vincere l'ultima partita è stato quasi normale. Però nessuno può dire cosa accadrà. Il cambio di allenatore? Per me è solo il Barcellona e basta. Né di Guardiola, né di Vilanova. Hanno gli stessi giocatori della stagione scorsa, con uno stile che è sempre lo stesso. Possono cambiare i dettagli, ma il concetto è sempre quello: una squadra di qualità, con grandi giocatori e non penso che sia cambiata tanto".

    Già, il Barcellona è sempre lo stesso. Anche senza Guardiola. Ma con un Tito Vilanova in più: giovane, fresco, affamato e voglioso di prendersi una bella rivincita sul campo contro un vecchio nemico.

    Occhio Mourinho...