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    I campioni ne fanno due alla volta: quanto ci manca Ibrahimovic

    Inutile girarci intorno: Zlatan Ibrahimovic manca terribilmente al calcio italiano. L'evidenza di questo assunto si è palesata in tutta la sua drammaticità nel derby di Milano qualitativamente più povero degli ultimi anni, perso dal Milan forse ancor più che vinto dall'Inter di Stramaccioni.

    Mentre al Camp Nou, i due giocatori più forti del pianeta davano spettacolo nel 2-2 fra Barcellona e Real Madrid, ricordandoci con una doppietta a testa il perché del fatto che Lionel Messi e Cristiano Ronaldo non verranno mai a giocare in Italia, a San Siro - in una delle partite più importanti di tutta la Serie A - Milan e Inter imprecavano contro qualunque cosa vedendo Bojan scivolare a tu per tu con Handanovic e Milito addormentarsi con il pallone tra i piedi dopo un "regalone" di Abbiati.

    La "pazza domenica", "crazy sunday" come l'hanno chiamata all'estero, oltre al derby Milan-Inter e al Clasico Barcellona-Real Madrid offriva anche un'altra super-sfida: in Francia, la Ligue 1 metteva di fronte l'una all'altra Marsiglia e Paris Saint German. In campo, anche Zlatan Ibrahimovic, il giocatore che, dove va va, vince lo scudetto (praticamente) da solo. Lo ha fatto con l'Ajax e la Juventus, con l'Inter e poi ancora con il Milan. Ci riproverà a Parigi, con Ancelotti e Thiago Silva.

    Dopo un avvio di campionato un po' così e così, il Psg si era presentato alla super-sfida contro il Marsiglia con il chiaro obiettivo di completare la rimonta con l'aggancio in vetta alla classifica. Al Veldrome, sotto di un gol per via della rete di Gignac, Ibrahimovic ha preso per mano i suoi e con una doppietta da urlo ha ribaltato da solo il risultato. Se non ci fosse stato Gignac, ancora suo il gol del 2-2 finale, il Psg avrebbe vinto e Ibrahimovic sarebbe stato l'artefice del primato in classifica dei parigini. Non è successo, ma la sensazione è che sarà soltanto questione di tempo.

    Nella sua ancora breve esperienza francese, Ibrahimovic ha già raggiunto la doppia cifra in fatto di gol, 10 (in 8 presenze), di cui 9 in campionato - dove è capocannoniere - e 1 in Champions League. La sua capacità di finalizzare il gioco non è cambiata, così come il suo carisma e la sua leadership in mezzo al campo, e ovviamente all'interno dello spogliatoio. Dove grazie a quello che dimostra sul rettangolo di gioco diventa senatore in poco tempo. Il suo valore in campo non si discute, e - ora che non c'è più - l'Italia lo rimpiange. Guardandolo da lontano e storcendo il naso con fastidio quando capita di inciampare davanti al portiere o addormentandosi con il pallone tra i piedi invece di tirare in porta. Inutile girarci intorno: Zlatan Ibrahimovic ci manca terribilmente. Ma lo sapevamo già: anche prima di questo derby.

    di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)

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