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    Liverpool-United, battaglia decisa da un rosso

    In Inghilterra il classico tra Liverpool e Manchester lo chiamano Red War. Mai termine fu più azzeccato. Il big match di ieri è stato proprio all'insegna del rosso. Rosso come i palloncini liberati in volo nella cerimonia commemorativa  della strage di Hillsborough , rosso come il cartellino sventolato in faccia allo sprovveduto Jonjo Shelvey dall'arbitro Mark Halsey. Ma rosso anche come il colore visto nel post-match da capitan Steven Gerrard (autore dello splendido ma inutile gol del momentaneo 1-0 dei padroni di casa) e manager Brendan Rodgers, frustrati dalle decisioni del direttore di gara. "L'espulsione di Shelvey? È stata la decisione sbagliata" sentenzia Gerrard. "Noi possiamo controllare le nostre prestazioni, non quelle degli arbitri: siamo amareggiati. Oggi ha perso la squadra migliore". Nel 2-1 esterno con cui il Man United ha liquidato cinicamente il Liverpool sono due gli episodi che hanno fatto discutere: l'espulsione di Shelvey al 39' del primo tempo per un violento tackle su Johnny Evans e il rigore dell'1-2 fischiato da Halsey per un contatto tra Johnson e Valencia.

    CRAZY JONJO - Ok, si trattava dell'infuocato derby d'Inghilterra, accostabile al nostro Juventus-Inter per rivalità; si sa, i tackle duri sono un elemento imprescindibile del calcio britannico, fanno parte dello spettacolo; è assodato che il metro di giudizio dei fischietti inglesi sia più tollerante e votato alla continuità del gioco. Fatte le dovute - e boriose - premesse l'espulsione di Shelvey era sacrosanta: quell'intervento è stato un vero e proprio autogol, un eccesso di foga ingiustificabile, che di fatto è costato la sconfitta a un Liverpool in palla come mai lo era stato nel suo balbettante avvio di stagione. Tra l'altro Shelvey non aveva demeritato fin lì, confermandosi un centrocampista di sostanza. Troppa, a volte. Nell'azione incriminata Jonjo aveva prima sradicato il pallone a un mostro sacro come Ryan Giggs, poi affondato ignobilemente il tackle sul malcapitato Johnny Evans, trovando poi il tempo di discutere animosamente con Sir Alex Ferguson prima di abbandonare il campo. Rodgers dovrà lavorare parecchio sulla sua personalità bipolare.

    PENALTY DISCUTIBILE - Il Liverpool ridotto in dieci uomini ha tenuto testa magnificamente allo United, trovando il vantaggio e, di fatto, non dando mai la sensazione di giocare in inferiorità numerica. All'81esimo i sogni di gloria dei reds si sono spenti dopo il rigore dell'1-2 trasformato dal glaciale Robin Van Persie. A velocità normale il contatto tra Johnson e un lanciatissimo Valencia sembrava solare, il rigore la naturale conseguenza. Rivedendolo al replay le granitiche sicurezze evaporano. Il contatto è davvero lieve, la caduta di Valencia plateale. Fin troppo. Può una Red War essere risolta a favore dei red devils per via di un buffetto?

    LA SAGGEZZA DI SIR ALEX - L'ultima parola non  può che essere affidata a Sir Alex, un uomo che di battaglie ne ha vissute parecchie, alla guida del suo Manchester United. "I thought we were poor, to be honest", l'ammissione del manager del Man U a fine gara: gara non certo trascendentale dei suoi diavoli russi, dunque.

    Gli episodi arbitrali non hanno comunque intaccato lo spettacolo di una Red War da ricordare per lo spettacolo sugli spalti (un coro "You'll never walk alone" dedicato da Anfield ai 96 caduti di Hillsborough da brividi veri) e in campo: una gara che ricorderemo.

    di Paolo PEGORARO (twitter:@PaoloPego82)

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