Bayern contro Chelsea, con la finale della Champions League 2012 che si disputerà all'Allianz Arena di Monaco. Sabato sera alle 20.45 gli occhi di tutta Europa si concentreranno sullo splendido stadio bavarese per assistere all'evento calcistico che assegnerà il trofeo più importante a livello continentale. Una tedesca, che giocherà in casa, contro un'inglese: non ci sono squadre italiane, la nostra miglior formazione - il Milan - è uscita ai quarti di finale vittima del gioco del Barcellona. Due straniere, insomma, ma con due italiani: Roberto Di Matteo e Diego Contento.
ROBERTO DI MATTEO: DA VICE, ALLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE - Ha iniziato la stagione nell'ombra di Villas Boas, di un allenatore che era arrivato a Londra con le stigmate del predestinato e che invece si è perso per strada. Dopo l'esonero dell'allenatore portoghese, Abramovich ha deciso di affidare a lui la panchina del suo Chelsea, a questo ragazzo di quasi 42 anni che - prima dei Blues - aveva guidato solo MK Dons e West Bromwich. Da quando è diventato primo allenatore, Di Matteo ha avuto l'intelligenza di non voler inventare nulla, ma solo di riordinare quello che già c'era: in pochi giorni ha guadagnato fiducia e stima all'interno di uno spogliatoio che si stava sfasciando e ha ottenuto da subito risultati importanti. Esordio con vittoria in Premier League e impresa in Champions League nel ritorno con il Napoli: contro il Liverpool, il 5 maggio, è arrivato anche il primo trofeo, la FA Cup. Poco prima, l'impresa delle imprese: l'eliminazione del Barcellona dalle semifinali di Champions League. Ora l'ultimo atto, la finale: contro il Bayern a Monaco. E' nato in Svizzera, a Sciaffusa, e da ormai parecchi anni vive fuori dall'Italia, ma al nostro Paese Roberto resta legato in maniera indissolubile:. Vanta 34 presenze nella Nazionale maggiore, 2 i suoi gol.
DIEGO ARMANDO CONTENTO: TEDESCO CON L'ITALIA NEL CUORE - Nato a Monaco di Baviera da genitori italiani, Contento è l'ultimo prodotto delle giovanili bavaresi. Ancora giovanissimo, è un classe 1990, Diego Armando (i suoi sono di Napoli) dovrebbe partire dal primo minuto nella finalissima della Champions League contro il Chelsea. Privo degli squalificati Badstuber e Alaba in difesa (a centrocampo mancherà anche Luiz Gustavo), Heynckes con tutta probabilità affiderà a lui la corsia di sinistra preferendo l'entusiasmo di questo 22enne all'esperienza di Rafinha. Nonostante ormai la Germania sia casa sua (vanta 4 presenze con l'Under 20), Contento è legatissimo all'Italia, tanto da aver sostanzialmente già rinunciato a indossare la maglia della Nazionale maggiore tedesca per vestire l'azzurro quando e se mai gli verrà data l'occasione.
Le storie di Diego e Roberto sono simili: entrambi nati fuori dall'Italia, ma con l'azzurro nel cuore. A Monaco, nella finale dell'Allianz Arena, solo uno tra loro due potrà festeggiare. La certezza, e questa l'abbiamo già da adesso, è che - in un caso o nell'altro - un pezzo di Italia solleverà la Champions League.
di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
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